I dARI.
Lo so, immagino che oramai tutti abbiano avuto la sventura,
la sagacia o l’irragionevolezza, per curiosità o masochismo,
di interessarsi di questo ‘fenomeno’ che viaggia online da qualche mese.
Cominciarono prima dell’estate 2008 con il loro bravo
video su youtube, grazie al darichannel.
Video che come tutti noi sappiamo è assoulutamente
autoprodotto e frutto di una ricerca del suono underground del puro emotronic.
Per introdurre meglio il fenomeno vorrei tralasciare per ora il famosissimo
e giustamente ammirato primo clip, ‘wale tanto wale’,
per concentrarmi sul vero mistero di tutta questa storia:
la fortuna del ‘dopo’.
Dicevano gli stolti, gli ingenui:
- spariranno, spariranno dopo il tormento(ne) estivo
- no, non è possibile, anche i bimbiminkia si arrenderanno a tale orgia di non-sense
- l’arcigay impedirà a Cadio di gettare discredito sul movimento
- qualche hacker distruggerà il loro canale su youtube.
Perché questa era la speranza, per tutti, ovunque.
Ricordo ancora come ne trattarono i primi pionieri,
ovvero come una un’arma batteriologica dal contatto intossicante,
ma meritevole di figurare fra l’immondizia sonora, come tutte le comparsate pre-estive.
Ricordo Pino Scotto, le prime parodie, le tokio-hotelline indignate.
Sembrava ci fosse davvero ancora un futuro. A noi posteri la sentenza. Ardua.
(Foto: immagine di repertorio che mostra un ritratto giovanile del trio, in cui Dari suggerisce una modalità di fruizione dell’opera d’arte)
Questi, in definitva, i Dari:
Dari: cantante, defribillatore del gruppo. Quello col look maggiormente emo,
dai guanti crociati. Capello sparato di color marrone andante,
lentiggini, occhi chiari e la vocetta fastidiosa da adolescente glabro.
Ama definirsi un cantautore e sostiene che il nome della bénd
derivi dal vezzeggiativo materno di ‘Dario’, il suo nome,
almeno secondo la sua autorevole opinione.
Fabio: il bassista ( un tempo) bono. Figurava con veloci primi-piani,
statuario nel brandire il suo strumento, con generose scrollatine di testa, professionali. Capelli
simil-truzzi, ora definitivamente viola tendenti al punk. È il volto di media-alternativià
che definisce questa farsa come un ‘progetto’. A cui la gente si interessa (ipse dixit).
Cadio: il frocione l’ambiguo impunito del gruppo. Capelli color biondo platino con lungo ciuffo
laterale fucsia. Ciuffo che ama sbattere e roteare convulsamente durante le esibizioni alla tastiera,
dove picchia con apparente sadismo i tasti e si molleggia agilmente sulle maschie ginocchia.
Generalmente si adorna il viso con due bande d’ombretto perioculari (anch’esse fucsia),
dove però un occhio è costantemente lasciato al mistero sotto l’ampio lato di frangia.
Il suo look si ispira pesantemente ai cliché che anche le barzellette omofobe hanno abbandonato da un pezzo.
(ps. al gruppo ultimamente s’è unito un batterista, questa volta capellone non tinto, probabile
collettore di voti nell’area nu-metal post 12 anni)

(Foto: Cadio osserva il saluto entustiasta di un suo fan. Destini contrapposti non escludono la reciproca stima, anche in tempo di family days)
Eccoli quindi, oltre ogni orizzonte funesto, lanciare première
ufficiali e non, e proclamare a gran voce l’uscita del loro
imperdibile album : ”Sottovuoto Generazionale”…
(N.B. Il titolo è stato presa da uno dei primi commenti circolanti sul tubo,
e fu espresso da un metallaro stupefatto dal livello raggiunto dall’offerta mediatica odierna.
Degna dei desideri di un pubblico giovane vuoto, di un sottovuoto generazionale, appunto.
Quindi i dARI riescono a plagiare a loro vantaggio ANCHE gli insulti. Attenzione.)
…e la perla sarebbe: ”Tutto Regolare”
ecco il video :
Come potete astutamente osservare si tratta di un messaggio
subliminale in chiaro:
questa volta non servono orazioni recitate al contrario,
istigazioni al suicidio, esorcicci e altre amenità,
semplicemente tutto è rimesso all’assordante presenza visiva dei gesticolanti protagonisti,
dove una carrellata di pseudo-emo, scene queens, ancora emo boys,
alternativi-alternativi, dari-in-miniatura hanno la manifesta funzione di accalappiare
i favori dei ciòfani all’ascolto. Un piccolo high school musical
spacciato per fenomeno di controcultura di massa (o viceversa?).
Tutto regolare.
(Foto: ritratto dell’ascoltatore tipo dei dARI durante il pellegrinaggio verso gli studi di TRL)
…ehm.
Dalla qualità del video potrete sicuramente avvertire la presenza di un lungo
scroscio di danari, profusione di strategie di marketing etc etc… Ma giusto per ribadire
quanto esposto sopra, tale è il parere di isolate malelingue(come noi). I nostri eroi confermano essere tutto merito del Caso,
della loro infanzia passata a suonare nelle cantine e nei pub fumosi.
Sottolineano di non essere costruiti. E il sosia di Wlady che li intervista (qui)
sorride compiaicuto, come del resto tutti gli emuli di Mtv.
Arrivano i dARI. Annuncio. Folla bramante il sacrificio umano.
Canzonetta. Tripudio.
Le campane suonano gli ultimi rintocchi , addio Tokio Hotel.
A presto, dARI.




