Immaginiamo il mondo perfetto : un pianeta senza adolescenti.
Con questo presupposto il florido mercato degli aborti musicali, librari e cinematografici
scomparirebbe per magia.
L’accettazione dei modelli offerti dai media avrebbe molto meno presa,
conseguentemente forse ci sarebbe una diffusione statistica di senso civico.
O di buon senso, che poi alla fine sarebbe la stessa cosa.
Disgraziatamente le utopie sono destinate a rimanere deliri inapplicabili
e la biologia è sempre stata chiara a riguardo: tutti devono sperimentare
la vergogna della gioventù.
Ed è proprio con orgoglio che in questi tempi imperversa l’ultima moda
giovanile : la riesumazione dello stile gothic-dannato (a tratti emo).
Relegata per anni a clichè fine millennio, grazie alla prosa di qualità (??)
di scrittici del calibro di Anne Rice (foto) e altri minori,
che possono vantare l’ambito privilegio di essere i primi sostenitori indiretti
del disboscamento inutile in tutto il globo.
E proprio di scrittori semisconosciuti, non ancora diventati Cult da citazione antonomasica, che vogliamo parlare.


(Foto: Anne rice affiancata ai suoi pupill, frutto dell’immaginazione profusa nel suo ciclo di romanzi.
Da segnalare l’estrema cura della scrittrice nell’assomigliare il più possibile ai canoni estetici delle sue creature)
L’ultimo grido si chiama ‘Twilight’ ; si tratta di un libro (credo che stia per diventare film)
che è finalmente un rinnovamento per tutto il genere.
E’ pesto di buio proprio.
Per descrivere l’originalità della storia seriverebbero disquisizioni forbite, accalorate discussioni su quali e quanti sentimenti vi sono riservati, ma io non sono in grando, perdonatemi, di produrre un’analisi degna del testo.
Mi limiterò a farlo in pochi punti.
1 la protagonista è una tizia un po’ sfigata che vive col padre e si trasferisce in una nuova città molto più grande della sua natale.
2 La tizia ha i soliti problemi adolescenziali e si prende una cotta per uno.
3 Il tipo le confida di essere un vampiro
4 Comincia la narrazione prodotta dal desiderio di trombare selvaggiamente,
represso facendo uso di abbondanti seghe, mentali e non.

( foto: copertina di Twilight con un’assaggio dell’elevatura artistica del suo contenuto)
Colpi di scena, insomma, che necessitano di grandi scorte di pop-corn;
ti inchiodano alla lettura, difficile dire se per lo sbigottimento o per la trama.
I fans non si sono fatti attendere per onorare questo classico moderno;
forums di discussione, blog, chat hanno un fine solo: cercare di condividere e rendere reale l’immedesimazione patologica per i personaggi, che passa attraverso gusti già conosciuti e inopinatamente sottovalutati. Quelli del macellaio.
Si perché oltre i soliti buonismi, tutti voi potrete confermare la famosa consuetudine che i grandi amori assomigliano alle turpi tragedie. E se ci sta il sangue è ancora meglio…soprattutto perché contrasta fashiosamente con la divisa di ordinanza: il total black.
Noi che ci promettiamo umili ammiratori di quest’ennesima manifestazione di ’spirito dei tempi’ attenderemo con entusiasmo il prossimo merchandising.
Ci sarebbe da snocciolare per ora fra le gustose anticipazioni dei futuri allori,
pupazzetti, seguiti e linee di abbigliamento comprese. Sappiamo che la realtà supererà la fantasia.




