” il Vecchio che Corre “

l’enciclopedia per i nostalgici delle mezze stagioni

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My humble Da Vinci Code … (oddio tiè! Dan Brown è ereeeesia!!!)

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 16 Novembre 2008

La Kiesa: una lobby decaduta e arrabbiata?

Riprende il nostro appassionato cammino di San Crisostomo
alla ricerca delle più fervide scoperte in campo subliminale,
in chiaro; tutte quelle belle cose lì!

Ma al che mi venne il dubbio: “Ammettiamolo,
a furia di guardare dietro, ci siamo dovuti rigirare”

(…ffuuuuoooooahaaah… -folata di vento-)
“E se in realtà il centro culturale san giorgio
fosse una cellula separata e integralista di una lobby ebraica di destra,
atta a…. screditare il crr.. il ccrrr… il ..Cristianesimo?
Questa è la spiegazione che fa quadrato nel cerchio,
il vagheggiato tetragono ai colpi di ventura.
Che il mio veder è maggio che non basta a dicer poco.

(Foto:a differenza di certe persone, San Crisostomo poteva fare la pipì in giro, senza coprirsi con le palme delle mani)

Oppure la risposta della serie ‘ è sempre  il maggiordomo l’assassino’:

Premesse preventive (per tenere la coscienza in sordida sordina):

-la Kiesa subisce il crollo devozionale e di vocazione,
l’ameriKa fa l’occhiolino a quegl’altri che fanno tanto globalizzazione felice,
e poi al mondo piace sempre più trombare: una crisi finanziaria.

…E quindi la prima arma delle tesi cristiane, da sempre, per sempre:
il vituperio, la bassa calunnia, il rigirar sì dolce in questo mare.

Infatti, la K., assateta di danaro, denuncia le speculazioni finanziarie
e la sicurezza economica con una metafora di bassa economia domestica:

cit. “Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono (…) sabbia.

sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. ” (fonte: Papa Ratzi con sua propria voce iddì 6 ottobre)

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La Trombonave. Viaggio a nord e ritorno.

Pubblicato da stefanovskij su 17 Agosto 2008

Guarda, se vai lì scopi sicuro.
Alzi la mano chi non ha mai sentito proferire,
da qualche cugino/amico/amico dell’amico,
questa frase (o una sua variante).
Ovviamente il “lì” è sempre riferito a qualche eden del sesso situato da qualche parte oltre frontiera.

In Fracchia contro Dracula il nostro beniamo si recava in Transilvania,
ovviamente accompagnato dal fido Filini,
e lì si lasciava scappare la ghiotta occasione di liberarsi della sua verginità,
rifiutando goffamente le avances della bella locandiera, pronta a una notte di fuoco perchè da quelle parti, per le donzelle, la verginità era un pericolo.

Allo stesso modo i terminal degli aeroporti nostrani straripano di spavalde compagnie,
composte da svariati Fracchia e Filini,
pronte a salpare verso la terra promessa, l’eldorado dove dar libero sfogo ai propri istinti,
il tutto, com’è ovvio, in un’atmosfera giocosa e goliardica, dove anche il più impacciato o il più burino avranno l’occasione di mietere conquiste a raffica.

Ma quali sono questi luoghi mitici del sesso pazzo?

Oggi si parla della Trombonave.
E già il soprannome dovrebbe far intuire qualcosa.
Cos’è la Trombonave? Non è altro che un traghetto che collega nottetempo Helsinki e Stoccolma.
Le hanno dedicato pure intero sito con relativo forum.

Ovviamente all’italiano che si accinge a una trasferta nordica brillano gli occhi non appena ne sente parlare,
con sorriso beato immagina orge sfrenate in compagnia di svedesi, finlandesi, norvegesi e chi più ne ha più ne metta.
Forte dei mitologici racconti che si sono diffusi in tutta Europa,
e in particolare in Italia,
l’italiano si reca fra i ghiacci nordici munito di enormi scorte di preservativi,
sostenuto un’incrollabile fede nelle sue possibilità di accoppiamento.

 

(In foto, tipico viaggiatore della trombonave alle prese col calcono probabilistico del numero delle trombate che l’attendono)

 

 

 

Ma pare che la realtà che lo attende sia, ahimè, ben diversa.

I più sprovveduti rischiano, ancora a terra, di non superare il primo scoglio e di incorrere nel peggiore degli errori:
salire sulla nave per vecchi.
Eh sì, perchè mica c’è solo la Trombonave a solcare orgogliosamente il tratto di mare che separa Svezia e Finlandia,
c’è anche lo spauracchio di ogni buon tromboviaggiatore, una nave identica a quella mitica,
ma stracolma di anziani.
Non esito a ipotizzare che i poveretti,
privati del sogno di copulare per la prima e unica volta della loro vita,
una volta a bordo meditino il suicidio.

 

 

 (In foto, Tromboturista tipico s’informa sulla trombonave)

 

 

 

 

 

 

Ma i più, dopo essersi adeguatamente informati,
salgono sulle navi giuste, quelle della Viking Lines,
convinti di salpare verso una notte di sesso selvaggio.

Mal gliene incolga!
Sprovveduti!

Già, mica sono gli unici a essere venuti in contatto con le storie al limite della realtà che circolano impazzite su e giù per l’Europa,
e così si ritrovano sì sulla Trombonave,
ma in compagnia di X alla n viaggiatori uomini come loro.
L’ormone impazzito ha connotati prettamente maschili,
il muscolo guizzante e la pancetta prominente la fanno da padroni,
il rapporto uomini-donne è numericamente schiacciante,
i nostri prodi si ritrovano su un distaccamento galleggiante dell’arcigay.

E quindi, cosa potrà mai capitare
una volta che i maschietti si siano accorti di essere attorniati perlopiù da propri simili?

Dai racconti sparsi per il web si possono ricostruire due diverse linee d’azione.

I più, constatata l’impossibilità di rendere realtà i propri sogni,
si gettano a capofitto sugli alcolici,
in solitudine
o in compagnia di simili,
e finiscono il viaggio svenuti su qualche divanetto o nella propria cabina,
maledicendo la sorte avversa e sognando di avere ancora qualche chances con le femmine a bordo.

Altri,
motteggiando allegramente e nobilmente “chi si estranea dalla lotta è un gran figlio di mignotta”,
si tuffano nell’agone,
cercando di scavalcare la concorrenza e concupire qualche fanciulla,
che loro affettuosamente chiamano “troie” o “zoccole”.
Nel 99% dei casi finiscono semisvenuti su qualche divanetto, da soli,
con, sul divanetto a fianco, qualche loro simile svenuto,
che loro identificano come sfigato in quanto fin da subito si è dato all’alcool.
Terminano la serata maledicendo la sorte avversa e sognando di avere ancora qualche chances con le femmine a bordo.

L’1% riesce ad accoppiarsi con qualche celenterato,
una volta tornato a casa semina racconti che lo vedono protagonista di svariati amplessi con X alla n raggazze disinibite,
si bulla imperiosamente delle proprie doti di latin lover,
perpetua il mito,
facendo da consapevole mezzo di contagio.

E ne è assolutamente orgoglioso.

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I pensierini di Aldo sull’ammore

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 16 Agosto 2008

L’editoria è un mondo perverso, spietato.
Forse peggiore rispetto a quello musicale: i revisionisti sono pochi,
i recensori troppi (o nessuno) e le risposte, i fendenti a punto e virgola si sprecano.

Forse a qualcuno di voi sarà capitato di comprare un libro per poi pentirsene.
Generalmente accade così:
Si abbocca a un titolo accattivante, ai consigli di parenti/amici/conoscenti/vicini,
ci si lascia affascinare da una esaltata quarta di copertina,
non si chiede troppo all’indice dei capitoli e via… i vostri bravi 10 euri (se va bene)
vanno e rimpinguare le casse dello scrittore di turno (astenersi dal verificarne l’identità)

Recementemente è accaduto anche a me (troppo spesso di questi tempi, ahinoi);
chi sarebbe la penna spumeggiante?
Aldo Carotenuto, noto (?) e ’significativo’ (sic) esponente dello junghismo italiota,
membro di tutte le accademie giuste e naturalmente professorone, con
alle spalle decine di pubblicazioni.

Titolo : ”Il gioco delle passioni ”

4° di copertina : ” l’intento ambizioso perseguito da A.C. nel suo ultimo lavoro,
è quello di offrire ai lettori di ogni fascia d’età un’avvicente e preziosa indagine
nel mondo delle relazioni, dei sentimenti e dei rapporti interpersonali ”

“Partendo dal presupposto che il nostro benessere psicofisico e il nostro disagio interiore dovrebbero essere letti alla luce del rapporto con gli altri e dei legami che riusciamo a imbastire nel mondo, l’autore illustra le strategie migliori per affrontare e risolvere le problematiche e la sofferenza relative all’universo delle passioni umane”

Dacchè penserete : magari un testo divulgativo, ma interessante, forse
anche con ammiccamenti al mirabolante mondo della psichiatria.
No! Illusi! Si arriva molto più in là…

Complice i ‘fra virgolette’ facili, la prosa chiara e pulita, questo capolavoro
sforna i più abusati luoghi comuni, degni in stile trasmissione del mattino
(della solita Rai casalinga con intenzioni colte), conditi da un’esposizione
sicurissima e precisa, da far gridare allo scandalo.
Una celebrazione a se stesso, un diario personale.
La pretesa della pretenziosità ..e tutto questo senza pretese di sorta.
Leggere come autobiografia o racconto esperenziale.

citazioni :

”Se qualcuno mi chiedesse qual è l’unica dimensione esistente in cui la fantasia
umana non conosce limiti, ebbene questa mancanza di confini è proprio data dall’amore,
da tutte quelle manifestazioni nelle quali gli altri non contano più niente”

Sagace… impensabile, originale come pochi!
L’avreste mai detto? Il nostro guru delle passioni umanoidi arriva a cotante
conclusioni… incredibilmente per la bellezza di 340 pagine,
complice lo status di grande studioso il quale non deve chiedere mai,
per tutto il ‘libro’ troviamo il punto di vista, ricercatamente dozzinale,
di questo abile scrittore che in fatto di buon senso, non ha niente da invidiare
ai moniti dei nonni, ai ricordi degli zii, alle canzoni d’amore del proverbiale Sanremo…
Consigli pret-a-porter, comodi da tenere nello zaino per uno spuntino veloce,
un piglio sorridente che ti cattura (è inutile dimenarsi) e via!
Le amenità si incentrano sulle varie situazioni tragico-comiche della Vita Mmmoderna,
dove la più feroce sega mentale adolescenziale è vista con la lente dorata (e opaca)
di un brav’uomo che ci tiene a far sapere la sua.

” In ogni caso l’osservazione del corpo – come anche quella dell’anima -
non potrà che fondarsisu una visione del tutto soggettiva, perché ciò che vediamo
è sempre frutto di una personalissima trasfigurazione”

Bellissima osservazione, degna del più buonista Cioé,
ci permette finalmente di avere una visione inaspettata dell’amore.
Dimenticate l’amore-sesso, l’amore maledetto della giòventù: roba superata.
Il Nostro ci accompagna manina nella manina verso il buon pascolo dei tempi antichi,
sicuramente degno di fare la sua fugace apparizione nelle giornate dannate
di un boyscout preadolescente…
Il senso di tutte le pagine è questo, molto merenda dalla nonna con crostatona fatta in casa,
sudoku sulla spiaggia, interminabili discussione sul leitmotiv ‘ tempo atmosferico ‘.
Un capolavoro nel suo genere, capace di indurre nel placido sonno notturno.
Un gradino che innalza il nostro Prode verso l’aurea grandezza di Morelli, per ora imbattuto.
Come ogni fenomeno librario che si rispetti, la saporosa prosa desta l’ammirazione
di numerosi seguaci che adottano le Massime del Maestro come regole di vita.

( In foto: tipica lettrice dei libri di Carotenuto, alla vista del suo beniniamino, durante la presentazione del libro)

Avete difficoltà ad addormentarvi la sera? Il vostro sentirvi inadeguati vi sfianca?

La vita va troppo veloce e vi scoprite stressati?
Comprate l’ultima fatica di Carotenuto e correrete a farvi prigionieri del sonno.

Un altra gemma, foriera di inebriante autostima : leggetelo, vi sentirete intelligenti…wow!

(Nota: l’autore del libro recensito è mancato nel 2005. Questo non è stato concepito come un attacco contro il personaggio defunto (senza approfondire sulle sue ‘mancanze’ in altre sedi), bensì contro la regola generale che sottende questa opera : spacciare blasonate banalità come testo degno di lettura; nonostante la scomparsa ho ritenuto fondamentale non cedere al ‘riserbo’ troppo spesso accordata in queste circostanze)

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