E’ uscito da pochissimo l’ultimo “best-seller” del Caro Vespa.
Esatto, il famoso libro all’anno è tornato con ciclicità svizzera
sugli scaffali dei supermercati, quale sarà il suo attuale tema?
L’omicidio di Perugia (che ha recentemente soppiantato il plastico di Cogne
nella trasmissione padronale)? Quello di Garlasco? Il 60% di consensi al Kavaliere?
(Foto: Bruno Vespa, fortuna nostra, mostra di condividere e di aderire ai temi di denuncia del Centro Culturale San Giorgio. E voi cosa aspettate?)
No. Niente di tutto questo.
Vespa questa volta, stordito e atterrito per il successo delle opere di contro-informazione
di pochi eroi alla ribalta, ha deciso di fare la sua degna inchiesta sull’Itaglia
degli ultimi anni, dal Mortazza al quel compito ragazzone di Alemanno
Titolo: “Viaggio in un’Italia diversa”
Non poteva essere altrimenti. Qualcuno potrebbe giudicarlo
come il rifacimento fazioso (ben più dell’originale) del famoso
‘La Deriva’ di Stella e Rizzo. Invece non è neanche solo questo.
Il Bruno tesse il suo romanzo sui nostri noti uomini politici
e, come ogni bravo autore di fantascienza, costruisce i caratteri,
i sentimenti e le azioni di tutti con quel tocco di pathos, drittura morale,
amore del dovere quanto potrebbe esserci in qualche poema del ciclo bretone.
Lui ama fare lavoro del ricompositore, un mosaicista nel suo piccolo…
o come sarebbe più corretto, lui è l’indispensabile eminenza grigia
che permette al nugolo di personuzze ivi descritte di risultare di un qualche spessore,
dignitose nella loro patinata figura, con un abito ‘ cucito addosso ‘ (cit. necessaria)
della migliore sartoria artigianale.
Il libro esce dalle fucine della Mondadori, e questo dovrebbe mettere a tacere
anche gli ultimi mormorii. Ho visto la copertina.Verde. Bianca e Arancione.
Un richiamo sbiadito (l’ennesimo messaggio subliminale?) a quel suono del
patriottismo che ormai mugola solo in qualche sparuta pubblicità del centenario
e forse, nientemeno, nel giuramente dei tanti personaggi blanditi nelle non-so-quante
pagine dell’ennesima fatica?
(Foto: Bruno Vespa a colloquio col suo editore. Il fatto che l’incontro sia avvenuto in seconda serata in una rete TV di dominio pubblico, è da ritenersi puramente casuale)
Penso che qualcuno avrà ancora in mente gli imbarazzanti risultati
di ‘ L’amore e il Potere ‘ … dove orgogliosamente presentava
donne di ben altri intenti, come le Cleopatre dell’ultimo secolo.
Senza contare che ebbe svariate edizioni ( come dimenticare la copertina
rosa bubble gum,chissà da chi suggerita?), da quella iper-figa rilegata e lucida
a quella ‘oscar’ mondadori ( il preludio al macerto) da 6 euri?
Infatti questo libro è ancora alla soglia della prima fase.
Quindi ha robusta rilegatura, bel carattere grande, carta bianca,
sovracopertina. E costa 20$ € . Oh, però venti euri spesi bene eh!
Perché come sostiene la recensione:
“racconta quello che in Italia non va, ma che, a differenza di molti recenti bestseller di denuncia, cerca anche le soluzioni per rinascere. “

(Foto:pop art. Avesse un autore diverso… uno a caso: Moccia, questa bella grafica avrebbe di sicuro aiutato il dibattito sugli inceneritori di recente memoria)
Dove, a scanso di equivoci,
v’è la solita morale dello schiaffo del soldato…
Ma chissà, forse questa volta si sarà meno pudichi e si incolperanno
i famosi immigrati, i ciòfani, le congiunture astrali, Paolo Fox,
l’anno del Dragone, la Cina in boom economico… i soliti noti.



(Foto: Tu è una testata di riconosciuta fama e autorevolezza, citata dai più importanti politologi dell’emisfero australe, per le sue politiche di neoliberismo profondamente sensibili al sociale)
( Foto: i prodotti presentati fra le pagine del rotocalco sono studiati bilanciando qualità e prezzo di cartellino. Non solo i must di stagione, quindi, ma anche beni pronti a resistere nel tempo, sempre con un occhio verso la discrezione e il buon gusto)
(Foto: la politica di ”Tu” è sempre stata religiosamente scrupolosa nello scegliere le testimonianze da offrire al suo pubblico. Nessun comportamento che violi il principio di buona creanza è mai stato oggetto di cronaca. La pacatezza, la moderazione e l’estrema tolleranza dimostrata, bensì, lo rendono fulgido esempio in ogni redazione di approfondimento sociale, nel mondo)