” il Vecchio che Corre “

l’enciclopedia per i nostalgici delle mezze stagioni

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La comodità al tempo di Oz

Pubblicato da stefanovskij su 23 Settembre 2008

Apprendo da Libero.it che la Warner Bros ha indetto un concorso fra stilisti per disegnare una versione da nuovo millennio delle scarpe di Dorothy.
Per chi si chiedesse chi è Dorothy: è la piccola protagonista del Mago di Oz. Quella con quel vestito da giovane contadina evoluta e le scarpette rosse.
Ora, a parte che ci si chiede quale sia il senso profondo dell’operazione, a meno che gli studios non abbiano in programma una riedizione del film e si buttino nel marketing per feticisti, c’è da dire qualcosa sui lavori proposti.

Premettiamo che nel concorso è invischiata anche la Swarovski.
Quindi le scarpe sono tempestate di cristalli che donano quell’aspetto un po’ futuristico da astronave.

 (Foto: La piccola Dorothy insieme ai suoi amati compagni di viaggio mentre supllica il Leone di regalarle delle scarpe più comode)

Quello che colpisce è lo stile, se così si può chiamare.
Passino i modelli a ballerina, puliti, pratici, alla portata anche della piccola zappatrice.
Però mi chiedo quale bambina di 10 anni o giù di lì si metta delle scarpe con tacco a spillo da 12cm per andare in giro.
A cosa potrà mai servivre un sandalo tempestato di lustrini e cristalli, con un tacco vertiginoso, alla piccola Dorothy? Deve sedurre l’uomo di latta? A rigor di logica quello, essendo di ferro dappertutto, non ha mica bisogno di aiuti per eccitarsi. E’ già bello pronto, anche nei momenti di tristezza più profonda o malattia dovrebbe essere utilizzabile. Senza contare che se servisse a quello il racconto diventerebbe apologia della pedofilia.

 (Foto: il motto degli stilisti è stato “comodità senza compromessi”)

E le zeppe alte come colonne? Le serviranno per colpire in testa il leone in modo che finalmente dorma un po’?
I nastri e i fiocchettoni servono per impiccare lo spaventapasseri?

 (Foto: fulgido esempio della sobrietà che contraddistingue le creazioni)

Immaginatevi la povera Dorothy che deve camminare per giorni su quei trampoli per giungere alla città di Smeraldo. Poveretta, già è costretta a subire la vicinanza di 3 compagni di viaggio che definire imbarazzanti è riduttivo, ma se poi deve anche subire quella tortura il film diventa un horror mica una fiaba.
Tra l’altro fra i concorrenti c’è anche Gwen Stefani. Sì, proprio la cantante dei No Doubt. Che ha proposto il suo modello, ovviamene caratterizzato dalla consueta sobrietà a cui la fanciulla ci ha abituato.
E ora correte a vedere la mostra!

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“Tu” & lo sguardo sul mondo: babydoll si, babydoll no?

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 21 Agosto 2008

Le riviste femminili hanno da sempre un loro asso nella manica:
essere l’equivalente cartaceo delle discariche a cielo aperto,
ma senza le note conseguenze che oggi infiammano la realpolitik.

“Tu” non è da meno.
E’ un rotocalco d’attualità, moda, pettegolezzo con varie scivolate nell’etnico;
contiene una pingua dose di astrologia e informazioni sui progammi televisivi settimanali.
E’ impegnato in un alto compito: la diffusione del ‘nulla’, noto spauracchio di chiunque sia nato negli anni ‘80 e abbia visionato la ’storia infinita’ dove, appunto, questa frangia oltranzista mieteva vittime fra il dolore generale.

(Foto: Tu è una testata di riconosciuta fama e autorevolezza, citata dai più importanti politologi dell’emisfero australe, per le sue politiche di neoliberismo profondamente sensibili al sociale)

I servizi di moda sono naturalmente anticipati di minimo una stagione:
durante la calura insopportabile, ronzii di zanzare e litri di the freddo, Esso vi parlerà candidamente di mise autunnali, riuscendo quasi a farvi desiderare calzerotti di cotone imbottito e le maniche lunghe.
I prezzi di tali ’suggerimenti d’acquisto’ assicurano che siano alla portata del target medio della lettrice : una 20-30enne (ma anche sfacciatamente molto più mature) che sia stata salvata in extremis da un eccesso di glucosio di portata mocciana, consumista fedele alla propria carta-sconti del super-megastore di fiducia ; ma anche rispettosa frequentatrice di boutique, nel periodo della tredicesima o paghetta rinforzata. Naturalmente i prezzi ‘tipo’ di ogni articolo laudato e sbrodato si aggirano almeno sui 30-60 euri minimo, notoriamente bazzecole.

( Foto: i prodotti presentati fra le pagine del rotocalco sono studiati bilanciando qualità e prezzo di cartellino. Non solo i must di stagione, quindi, ma anche beni pronti a resistere nel tempo, sempre con un occhio verso la discrezione e il buon gusto)

Una pagina che si fregia anche di foto a colori è dedicata all’ormai sacra sezione de : ”l’interviste”
al personaggio famoso, che riporta anche le facce sorridenti di ragazze/i (presubilmente gay oppure desiderosi delle grazie serali delle proprie compagne) coinvolti nel sondaggione della settimana,
che notoriamente sottopone ai teste la bontà dell’atteggiamento dei propri idoli.
Variabile maggioranza di si o no, dipendente da oscuri motivi che ancora oggi sono secretati in qualche regione periferica del sud-ovest.-nord di Smajhellaudhy (per proteggere la privacy)

Con mano alle prime pagine, segnalo gli altri delicati e approfonditi temi di ogni numero:

-Cover Story (le intervistone sopracitate)
-Look&Star (ovvero: quello che le star comprano lo dovete ASSOLUTAMENTE avere anche voi)
-La Grande Sfida (due personaggi televisivi messi a casaccio a confronto, per demandare il giudizio sul vincitrore/ice della puntata (?) al lettore di turno)
-Intervista (è la versione al maschile delle intervistone)
-26 domande lampo (come sopra : domande a caso a un personaggio a caso)
-Pagine intere di non meglio specificate ‘Storie’
-Rubricone : ”Moda e Bellezza” (come spendere un patrimonio per farvelo dare dal vostro lui, che ve lo avrebbe dato lo stesso)
-Rubricone : ”Femminile” (varie panzane piscologiche/sociali spacciate per verità ultime, immancabili consigli della dietologa, della sessuologa, della presentatrice tv(sic), qualche consiglio ‘furbo’ (sic) per i viaggi, e naturalmente cucina (cavallo di battaglia di ogni target rosa)
-Rubricone : ”TV&Co” (ovvero: ormai il canone l’hai pagato no? E allora devi come minimo vederti 2349348923489 ore di trasmissioni varie per non sentirti derubatA)

 ( Foto: Anche illustri personaggi dalla straordinata levatura culturale sono attivamente impegnati fra le pagine di ”Tu”. Qui l’esimio professore, letterato, umanista e poeta ministro S.Bondi mentre pondera la migliore poesia cinquecentesca da citare nell’angolo di cultura rinascimentale che gli è stato recentemente proposto dalla redazione)

Questa settimana voglio proporvi l’inenarrabile:
La ‘’storia vera” della settimana parla di una donna, mesta 43 enne, impiegata come segretaria in un villaggio turistico che rimane oscuramente anonimo.
La timida e onesta signora racconta di un suo vizio che coltiva da almeno una ventina d’anni.
Il nudismo.
No: non accusateci di finto moralismo (per quello basta il pubblico di Forum). Non stiamo parlando di un’amante del sole integrale. Lei è proprio una fondamentalista.
Vive e LAVORA nuda per tutti i mesi dell’anno che il clima lo consente.
In questo frangente scopriamo che la donna ha un marito che ne condive la passione, e un figlio ”ragazzo” di 11 anni, del quale tutto ci viene taciuto sui suoi costumi.
Partendo dalla dichiarazione che ” la famiglia era d’accordo” (anche quella d’origine… come si vede che c’è gente tanto avvvanti!!) comincia a raccontarci di come, inesperta ventenne venne iniziata alle gioie della nudità dal marito, al largo di un lavo sopra una piccola imbarcazione;
Un racconto che, in altri toni, sembrerebbe quasi la prima volta di qualche scambista.
Seguono immancabili puntualizzazioni sul senso di libertà e di vicinanza alla ‘natura’ che tale condizione privilegiata comporta… come dire, nel suo caso ci si presenta come un grido d’anticonformismo e di comunanza di intenti con un qualche destino d’amore salvifico fra gli uomini, ci viene da pensare.

(Foto: la politica di ”Tu” è sempre stata religiosamente scrupolosa nello scegliere le testimonianze da offrire al suo pubblico. Nessun comportamento che violi il principio di buona creanza è mai stato oggetto di cronaca. La pacatezza, la moderazione e l’estrema tolleranza dimostrata, bensì, lo rendono fulgido esempio in ogni redazione di approfondimento sociale, nel mondo)

Un minuto di silenzio, perlomeno, vorrei riservarlo alle vittime :
la muta natura sottoposta a tali torture visive.

(ps. Nella foto dell’articolo di ”Tu” si specifica che il pareo indossato dall’intervistata è solo una concessione gentilmente offerta alla rivista, così da essere liberamente commercializzata e posta all’attenzione delle anime candide)

Altre delizie vi attendo sul prossimo numero di ”Tu”….

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