” il Vecchio che Corre “

l’enciclopedia per i nostalgici delle mezze stagioni

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Salvate il soldato Moccia

Pubblicato da stefanovskij su 13 Ottobre 2008

“nn vedo l’ora ke mia mamma mi compra qst libro!!!!…cmq sn ankio 1  14enne cm la protagonista del romanzo e sxo ke qst libro mi rappresenti 1  pò…ma anke s nn m rappresenterà sarà bellix leggere libri di Moccia!!!…li  so tutti a memoria…sn FANTSTICI!!!!…Moccia TVB!!!..grazie di farci sognare  cn i tuoi libri!!!”

Questo è uno dei commenti apparsi sul sito dedicato all’ultima fatica del prode Moccia,
ossia Amore 14.
Chi sia Marco … no, scusate… Federico Moccia lo sanno tutti (anche lui lo sa benissimo);
chi può ignorare l’identità dell’autore di uno dei più elevati picchi della letteratura italiana, quel 3 Metri Sopra il Cielo (o 3msc) che ha riempito i cuori delle giovani generazioni?
Bene, dopo Ho Voglia Di Te (Hvdt) e Scusa Ma Ti Chiamo Amore (Smtca) che hanno seguito a ruota il capostipite,
ecco che nelle librerie fa la sua comparsa Amore 14 (A14?).

Ma cos’è esattamente Amore 14?

I maligni diranno che è una mocciata. Che è l’ennesimo 3 Metri Sopra il Cielo con i nomi dei protagonisti cambiati.
Nulla di più falso.
I sacchi di spazzatura sono sempre diversi uno dall’altro. Provate a tenervene 2 o 3 dei vostri e poi rovistateci dentro: non saranno mai uguali.
E quindi ripartiamo dal commento della cara Cristina con cui abbiamo aperto il post.
E’ un inno generazionale, le k, le x, le abbreviazioni distribuite sapientemente lungo tutto il periodo. Senza contare il congiuntivo mancato, che rende la poetica della fanciulla uno spaccato neorealista sul sottobosco giovanile.
Moccia parla di lei, non parla della secchiona che non sbaglia un colpo, della ragazza controllata, del ragazzo timido o impacciato.
Quegli squallidi perdenti non valgono neanche un grammo d’inchiostro!
Le sue ragazze si vestono tutte nello stesso modo, pensano all’amore, alla musica e a essere desiderabili.
I suoi ragazzi si vestono tutti nello stesso modo, pensano al sesso, ai muscoli e agli amici, a volte, per sbaglio, si innamorano. Ma solo dopo essersi massacrati di botte.
La politica, manco a dirlo, è una malattia. Tipo la scabbia, ma più pericolosa.

(Foto: uno dei protagonisti maschili dei libri di Moccia mentre espone pacatamente le proprie opinioni sull’origine dell’universo)

3 Metri Sopra il Cielo fu edito per la prima volta nel 1992, precorreva i tempi, era un romanzo di nicchia, due anni dopo uscì Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo, anch’esso un romanzo giovanile, ma il suo successo fu travolgente.
Ora nessuno si ricorda di Jack Frusciante.
E Moccia è diventato un punto di riferimento nelle letture degli adolescenti.
Il nostro beniamino sforna libri a raffica mentre Brizzi si imbarca in viaggi sui sentieri della spiritualità.
Un giorno qualcun altro scriverà per gli adolescenti e Moccia farà il barbone da qualche parte.
E’ il ciclo della vita.
Forse la differenza fra i due libri è che Jack era rivolto ai futuri precari e disoccupati, giustamente incazzati, mentre Moccia tocca il cuore delle future veline.

Ma il post è stato scritto per dare lustro e imperitura gloria a Amore 14,
quindi parliamone.
Nel sito ufficiale la trama di amore 14 viene descritta così:
“Carolina ha quattordici anni. Anzi 14. I suoi anni sono una bandiera, uno slogan, un diritto di cittadinanza. Li si vede da lontano. Gridano. Cantano. Parlano sottovoce. Carolina diventa grande. E allora ecco la sua famiglia, il quartiere, le amicizie, i primi palpiti del cuore…”
Un po’ stupisce che sia nominato il fantomatico quartiere,
che fa molto Ragazzo della Via Gluck,
ma il povero Moccia aveva pur bisogno di un luogo ben definito in cui ambientare le risse, gli sguardi ammirati delle ragazze davanti a cotanta mascolinità e i successivi amplessi fra i facinorosi e le intelligentissime protagoniste.

(Foto: la copertina di uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana. Il rosso è una tintura naturale ottenuta con sangue di sfigati)

Ma come si definiscono i protagonisti di Amore 14?
Alla domanda “Pacifista o guerrigliera?” la protagonista, Carolina, risponde con una netta presa di posizione “Pacigu. Pacifista/guerrigliera a seconda dei momenti”.
Notevole la volontà di schierarsi e porsi profonde questioni esistenziali, non si può dire che gli adolescenti assomiglino a lei solo perchè è lei che è la fotocopia dell’adolescente tipo.
Moccia in fondo non ha colpe,
i suoi detrattori lo dipingono come un buzzurro che non sa scrivere e lancia messaggi diseducativi,
passi per l’accusa che non sappia scrivere, che comunque in certi loschi ambienti è motivo di vanto,
ma che lanci messaggi diseducativi è falso,
il povereto si limita a descrivere quel che vede.
Semmai sarebbe lui a potersi lamentare, i giovani lo diseducano,
ormai è malato terminale di giovanilismo.

Adottate Moccia,
è tranquillo, è pulito, non disturba,
gli bastano un computer per scrivere e una sedia e lui è contento,
basta che ogni tanto lo portiate davanti ai liceo all’ora dell’uscita e gli sembrerà che la sua vita sia perfetta.
Aiutatelo.
Non lasciatelo solo.

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I pensierini di Aldo sull’ammore

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 16 Agosto 2008

L’editoria è un mondo perverso, spietato.
Forse peggiore rispetto a quello musicale: i revisionisti sono pochi,
i recensori troppi (o nessuno) e le risposte, i fendenti a punto e virgola si sprecano.

Forse a qualcuno di voi sarà capitato di comprare un libro per poi pentirsene.
Generalmente accade così:
Si abbocca a un titolo accattivante, ai consigli di parenti/amici/conoscenti/vicini,
ci si lascia affascinare da una esaltata quarta di copertina,
non si chiede troppo all’indice dei capitoli e via… i vostri bravi 10 euri (se va bene)
vanno e rimpinguare le casse dello scrittore di turno (astenersi dal verificarne l’identità)

Recementemente è accaduto anche a me (troppo spesso di questi tempi, ahinoi);
chi sarebbe la penna spumeggiante?
Aldo Carotenuto, noto (?) e ’significativo’ (sic) esponente dello junghismo italiota,
membro di tutte le accademie giuste e naturalmente professorone, con
alle spalle decine di pubblicazioni.

Titolo : ”Il gioco delle passioni ”

4° di copertina : ” l’intento ambizioso perseguito da A.C. nel suo ultimo lavoro,
è quello di offrire ai lettori di ogni fascia d’età un’avvicente e preziosa indagine
nel mondo delle relazioni, dei sentimenti e dei rapporti interpersonali ”

“Partendo dal presupposto che il nostro benessere psicofisico e il nostro disagio interiore dovrebbero essere letti alla luce del rapporto con gli altri e dei legami che riusciamo a imbastire nel mondo, l’autore illustra le strategie migliori per affrontare e risolvere le problematiche e la sofferenza relative all’universo delle passioni umane”

Dacchè penserete : magari un testo divulgativo, ma interessante, forse
anche con ammiccamenti al mirabolante mondo della psichiatria.
No! Illusi! Si arriva molto più in là…

Complice i ‘fra virgolette’ facili, la prosa chiara e pulita, questo capolavoro
sforna i più abusati luoghi comuni, degni in stile trasmissione del mattino
(della solita Rai casalinga con intenzioni colte), conditi da un’esposizione
sicurissima e precisa, da far gridare allo scandalo.
Una celebrazione a se stesso, un diario personale.
La pretesa della pretenziosità ..e tutto questo senza pretese di sorta.
Leggere come autobiografia o racconto esperenziale.

citazioni :

”Se qualcuno mi chiedesse qual è l’unica dimensione esistente in cui la fantasia
umana non conosce limiti, ebbene questa mancanza di confini è proprio data dall’amore,
da tutte quelle manifestazioni nelle quali gli altri non contano più niente”

Sagace… impensabile, originale come pochi!
L’avreste mai detto? Il nostro guru delle passioni umanoidi arriva a cotante
conclusioni… incredibilmente per la bellezza di 340 pagine,
complice lo status di grande studioso il quale non deve chiedere mai,
per tutto il ‘libro’ troviamo il punto di vista, ricercatamente dozzinale,
di questo abile scrittore che in fatto di buon senso, non ha niente da invidiare
ai moniti dei nonni, ai ricordi degli zii, alle canzoni d’amore del proverbiale Sanremo…
Consigli pret-a-porter, comodi da tenere nello zaino per uno spuntino veloce,
un piglio sorridente che ti cattura (è inutile dimenarsi) e via!
Le amenità si incentrano sulle varie situazioni tragico-comiche della Vita Mmmoderna,
dove la più feroce sega mentale adolescenziale è vista con la lente dorata (e opaca)
di un brav’uomo che ci tiene a far sapere la sua.

” In ogni caso l’osservazione del corpo – come anche quella dell’anima -
non potrà che fondarsisu una visione del tutto soggettiva, perché ciò che vediamo
è sempre frutto di una personalissima trasfigurazione”

Bellissima osservazione, degna del più buonista Cioé,
ci permette finalmente di avere una visione inaspettata dell’amore.
Dimenticate l’amore-sesso, l’amore maledetto della giòventù: roba superata.
Il Nostro ci accompagna manina nella manina verso il buon pascolo dei tempi antichi,
sicuramente degno di fare la sua fugace apparizione nelle giornate dannate
di un boyscout preadolescente…
Il senso di tutte le pagine è questo, molto merenda dalla nonna con crostatona fatta in casa,
sudoku sulla spiaggia, interminabili discussione sul leitmotiv ‘ tempo atmosferico ‘.
Un capolavoro nel suo genere, capace di indurre nel placido sonno notturno.
Un gradino che innalza il nostro Prode verso l’aurea grandezza di Morelli, per ora imbattuto.
Come ogni fenomeno librario che si rispetti, la saporosa prosa desta l’ammirazione
di numerosi seguaci che adottano le Massime del Maestro come regole di vita.

( In foto: tipica lettrice dei libri di Carotenuto, alla vista del suo beniniamino, durante la presentazione del libro)

Avete difficoltà ad addormentarvi la sera? Il vostro sentirvi inadeguati vi sfianca?

La vita va troppo veloce e vi scoprite stressati?
Comprate l’ultima fatica di Carotenuto e correrete a farvi prigionieri del sonno.

Un altra gemma, foriera di inebriante autostima : leggetelo, vi sentirete intelligenti…wow!

(Nota: l’autore del libro recensito è mancato nel 2005. Questo non è stato concepito come un attacco contro il personaggio defunto (senza approfondire sulle sue ‘mancanze’ in altre sedi), bensì contro la regola generale che sottende questa opera : spacciare blasonate banalità come testo degno di lettura; nonostante la scomparsa ho ritenuto fondamentale non cedere al ‘riserbo’ troppo spesso accordata in queste circostanze)

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