” il Vecchio che Corre “

l’enciclopedia per i nostalgici delle mezze stagioni

Archivio per la categoria ‘Sconvolgenti Rivelazioni’

La speranza è l’ultima a morire. Con sconto del 30% per il primo mese

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 23 Agosto 2008

Fine agosto, pelle brunita ed essiccata dal Sole.
Fine agosto, salsedine fra i capelli schiariti dai lunghi bagni.
Qualcuno di voi rammenta forse il principio di quest’estate, quando gli obiettivi non erano ‘le mete più in ‘ ,’ il colore must’ o ‘come preservare la vostra abbronzatura’, bensì ‘ Siete pronte per la Prova Costume?’.
Forse si o forse no, ma la natura ci ha generosamente dotati di memoria leggiadra,
velocemente incline a dimenticare le sofferenze.
Eppure, per milioni di persone normali, di età adulta e non, questo era il vero dilemma:
tragico quanto giornate asfissianti fra aria condizionata siberiana e gente annoiata, senza ombra di vacanze.

Molti di noi hanno sudato, passato lunghe giornate di sacrificio per potersi presentare da degni partecipanti alla sfida.
Ma da qualche anno l’avventura del dimagrimento ha un alleato, di più: un amico.

Si tratta di ”Giorno&Notte”
Rivoluzionarie pasticche coadiuvanti nelle diete ipocaloriche (ma ‘coadiuvanti e non ’sostitutive’ è scritto in caratteri al di sotto delle capacità visive dell’80% della popolazione mondiale).
Il prodotto, ormai da 6 anni, propone la formula vincente di ‘pasticca per il giorno’, ‘pasticca per la notte’, in due colori moda bianco e blu, per non confondere la gente impegnata.
Approdato dalle tv locali a brevi spot sui canali nazionali, è stato sempre accompagnato da invitanti signorine morbide, sane, scattanti che lo preannunciavano come la panacea di sempre.
Lo scottante segreto risiede nella mistica sinergia dei suoi elementi,
dove la pillola diurna agisce per ‘catturare’ il grasso all’origine, durante la digestione,
mentre quella notturna si prodiga di smaltire il ‘grasso già accumulato’ dignitosamente circolante nelle vostre arterie/vene.
Come immaginare questi idilliaci momenti?
La signorina vive lo spot ambientato negli ambienti di tutti i giorni:
spiagge paradisiache americane, piscine olimpiche, ristoranti direttamente scelti dalla guida del gambero rosso. Cosa la accompagna? Giorno&Notte e un bicchiere d’acqua.
‘Da oggi potenziato’. Può essere assunto sia immediatamente prima che subito dopo il pasto.
Semplicissimo, veloce, non richiede sforzi di sorta e non vi costringe al cambio di abitudini.

(Foto: La confezione di giorno&notte è stata appositamente studiata per seguirvi discretamente, seguendo i dettami della Moda in ogni rifinitissimo dettaglio)

Leggendari emuli di reality-show hanno chiamato a raccolta le centinaia di clienti di questo fortunato manufatto della tecnologia in campo medico.
Signore ormai condannate a non sentirsi più donne, Uomini di ogni età che finalmente hanno potuto dire addio al fardello della verginità decantano, in toni fra l’allibito e l’entusiasta folle, l’esperienza portata a compimento.
Quando ogni chiosa ridurrebbe il valore artistico delle dichiarazioni, proponiamo la lettura della viva testimonianza dei miracolati :

“Con Giorno & Notte con Fucopure™ ho perso 27 kg!!!”
“Ora, dopo un anno, con 27 chili in meno, qualunque attività è meno dispendiosa.
Il mio dramma era la parte alta del corpo. Con due gravidanze e due allattamenti, ero ingrassata tantissimo: non mi si vedevano più le clavicole! Ora mi sono rientrati i vestiti che mettevo prima di avere la prima gravidanza.
Quando ho iniziato a prendere Giorno & Notte®, nel giro delle prime tre settimane si è visto subito: il viso si è completamente sgonfiato!” Maria Elena, adepta.

“Sono felicissimo di aver perso 29 chili. Ho potuto realizzare un sogno che avevo da sempre: giocare a pallone!
Ho perso peso in particolare in due parti del corpo: la faccia e la pancia. Prima non mi piacevo, oggi mi sento meglio in tutto.” Gaetano, discepolo e sostenitore.

(Foto: l’entusiasmo dimostrato dai clienti ha rinnovato la ricerca del trascendente. Orde di convertiti alla nuova religione, sono ormai una realtà che molte confraternite si trovano ad avere come concorrenti)

Uno dei momenti più commoventi di sempre si rivela essere il ‘lancio dell’indumento vecchio’.
Km di stoffa si agitano fra le dita di questi felici acquirenti, dimostrano il giro vita perso,
disquisendo fra taglie e centimetri, con precisione scientifica. Gli occhi brillano, la voce trema, il pubblico incita: il capo viene tosto lanciato lontano di pochi metri.
Il battesimo a nuova vita, da magri, è concluso.
Qualcuno si dimostra più restio ai sentimenti, altri, più espansivi, si lasciano andare a sorrisi e risate, riuscendo addirittura a scambiare le gaffe dell’intervistato come squisite battute.
Molti raccontano una triste verità del mondo moderno:
l’impossibilità di trovare vestiti di marca a taglie convenienti.
Soldi che rimangono costretti nel portafoglio, scherno e derisione.
No, non è possibile risparmiare in questo modo. No, il consumismo non può decidere chi e come deve munirsi dell’ultimo status symbol.
Dopo bevi attimi di vergogna passati a raccontare delle infelici, grigie e deludenti giornate fra negozi dove trovare finalmente qualcosa che copra le proprie vergogne,
si passa al momento gioioso:
i nostri Eroi finalmente entrano nel negozio preferito,
annunciando la propria taglia, nascondendo a stento la soddisfazione che procura vedere la commessa defilarsi e tornare con l’ordinazione, senza difficoltà. ”The End”

(Foto: il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo eco-sostenibile sono capisaldi della filosofia aziendale di giorno&notte; la ditta si impegna attraverso la sensibilizzazione al dimagrimento per evitare che tante piante di cotone finiscano preda delle industrie tessili senza scrupoli)

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Il ruspante Frank Zappa

Pubblicato da stefanovskij su 22 Agosto 2008

Ciao bambini!
Oggi parliamo di Frank Zappa.
Sapete chi Frank Zappa, bambini?
Sì?
Bravi!

Oggi, però, non ci occupiamo della sua intera, monumentale, opera,
ci occupiamo di una singola canzone.

Tengo ‘na minchia tanta.

Già solo il titolo dovrebbe farvi profondere in applausi scroscianti,
ma è il testo a essere profondamente, sublimemente, bondianamente,
poetico.

Il lessico passa agilmente dal miglior siciliano maccheronico,
ricordiamo che Zappa aveva origini sicule,
all’accento guappamente napoletano.
Ascoltando il riff ossessivo ci si può immaginare un giovane napopalermitano
vantarsi con qualche fanciulla,
nel tentativo di farla incuriosire e arrossire,
oltre che, ovviamente, eccitare.

Ma il tocco di classe è l’unità di misura proposta dal vate.
Il pollo.
Citiamo a memoria
“Tengo ‘na minchia tanta, tengo ‘na minchia accussì.
Devi usare un pollo, se me la vuoi misurà”.

 

 

(In foto: Francesco Amadori. Voci di corridoio suggeriscono una salda amicizia fra lui e Frank Zappa)

 

 

 

 

Ora sappiamo che Richard Benson (di cui ci occuperemo in futuro) ha un precursore,
questo brano dimostra come Zappa,
oltre a impegnarsi per rivoluzionare il mondo della musica,
canalizzò le proprio energie nella ricerca scientifica,
diciamo addio al vecchio metro,
innalziamo peana al pollo!

 

(In foto: Richard Benson durante un concerto, mentre ricorda pacatamente il suo beniamino Zappa ed espone al pubblico il suo animale simbolo)

 

 

 

 

 

E ora eccovi il video della canzone,
gioite!

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Il sangue piace anche ai vegetariani e non è una contraddizione

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 18 Agosto 2008

Immaginiamo il mondo perfetto : un pianeta senza adolescenti.
Con questo presupposto il florido mercato degli aborti musicali, librari e cinematografici
scomparirebbe per magia.
L’accettazione dei modelli offerti dai media avrebbe molto meno presa,
conseguentemente forse ci sarebbe una diffusione statistica di senso civico.
O di buon senso, che poi alla fine sarebbe la stessa cosa.

Disgraziatamente le utopie sono destinate a rimanere deliri inapplicabili
e la biologia è sempre stata chiara a riguardo: tutti devono sperimentare
la vergogna della gioventù.
Ed è proprio con orgoglio che in questi tempi imperversa l’ultima moda
giovanile : la riesumazione dello stile gothic-dannato (a tratti emo).
Relegata per anni a clichè fine millennio, grazie alla prosa di qualità (??)
di scrittici del calibro di Anne Rice (foto) e altri minori,
che possono vantare l’ambito privilegio di essere i primi sostenitori indiretti
del disboscamento inutile in tutto il globo.
E proprio di scrittori semisconosciuti, non ancora diventati Cult da citazione antonomasica, che vogliamo parlare.


(Foto: Anne rice affiancata ai suoi pupill, frutto dell’immaginazione profusa nel suo ciclo di romanzi.
Da segnalare l’estrema cura della scrittrice nell’assomigliare il più possibile ai canoni estetici delle sue creature)

L’ultimo grido si chiama ‘Twilight’ ; si tratta di un libro (credo che stia per diventare film)
che è finalmente un rinnovamento per tutto il genere.
E’ pesto di buio proprio.
Per descrivere l’originalità della storia seriverebbero disquisizioni forbite, accalorate discussioni su quali e quanti sentimenti vi sono riservati, ma io non sono in grando, perdonatemi, di produrre un’analisi degna del testo.
Mi limiterò a farlo in pochi punti.

1 la protagonista è una tizia un po’ sfigata che vive col padre e si trasferisce in una nuova città molto più grande della sua natale.
2 La tizia ha i soliti problemi adolescenziali e si prende una cotta per uno.
3 Il tipo le confida di essere un vampiro
4 Comincia la narrazione prodotta dal desiderio di trombare selvaggiamente,
represso facendo uso di abbondanti seghe, mentali e non.

( foto: copertina di Twilight con un’assaggio dell’elevatura artistica del suo contenuto)

Colpi di scena, insomma, che necessitano di grandi scorte di pop-corn;
ti inchiodano alla lettura, difficile dire se per lo sbigottimento o per la trama.
I fans non si sono fatti attendere per onorare questo classico moderno;
forums di discussione, blog, chat hanno un fine solo: cercare di condividere e rendere reale l’immedesimazione patologica per i personaggi, che passa attraverso gusti già conosciuti e inopinatamente sottovalutati. Quelli del macellaio.
Si perché oltre i soliti buonismi, tutti voi potrete confermare la famosa consuetudine che i grandi amori assomigliano alle turpi tragedie. E se ci sta il sangue è ancora meglio…soprattutto perché contrasta fashiosamente con la divisa di ordinanza: il total black.

Noi che ci promettiamo umili ammiratori di quest’ennesima manifestazione di ’spirito dei tempi’ attenderemo con entusiasmo il prossimo merchandising.
Ci sarebbe da snocciolare per ora fra le gustose anticipazioni dei futuri allori,
pupazzetti, seguiti e linee di abbigliamento comprese. Sappiamo che la realtà supererà la fantasia.

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La Trombonave. Viaggio a nord e ritorno.

Pubblicato da stefanovskij su 17 Agosto 2008

Guarda, se vai lì scopi sicuro.
Alzi la mano chi non ha mai sentito proferire,
da qualche cugino/amico/amico dell’amico,
questa frase (o una sua variante).
Ovviamente il “lì” è sempre riferito a qualche eden del sesso situato da qualche parte oltre frontiera.

In Fracchia contro Dracula il nostro beniamo si recava in Transilvania,
ovviamente accompagnato dal fido Filini,
e lì si lasciava scappare la ghiotta occasione di liberarsi della sua verginità,
rifiutando goffamente le avances della bella locandiera, pronta a una notte di fuoco perchè da quelle parti, per le donzelle, la verginità era un pericolo.

Allo stesso modo i terminal degli aeroporti nostrani straripano di spavalde compagnie,
composte da svariati Fracchia e Filini,
pronte a salpare verso la terra promessa, l’eldorado dove dar libero sfogo ai propri istinti,
il tutto, com’è ovvio, in un’atmosfera giocosa e goliardica, dove anche il più impacciato o il più burino avranno l’occasione di mietere conquiste a raffica.

Ma quali sono questi luoghi mitici del sesso pazzo?

Oggi si parla della Trombonave.
E già il soprannome dovrebbe far intuire qualcosa.
Cos’è la Trombonave? Non è altro che un traghetto che collega nottetempo Helsinki e Stoccolma.
Le hanno dedicato pure intero sito con relativo forum.

Ovviamente all’italiano che si accinge a una trasferta nordica brillano gli occhi non appena ne sente parlare,
con sorriso beato immagina orge sfrenate in compagnia di svedesi, finlandesi, norvegesi e chi più ne ha più ne metta.
Forte dei mitologici racconti che si sono diffusi in tutta Europa,
e in particolare in Italia,
l’italiano si reca fra i ghiacci nordici munito di enormi scorte di preservativi,
sostenuto un’incrollabile fede nelle sue possibilità di accoppiamento.

 

(In foto, tipico viaggiatore della trombonave alle prese col calcono probabilistico del numero delle trombate che l’attendono)

 

 

 

Ma pare che la realtà che lo attende sia, ahimè, ben diversa.

I più sprovveduti rischiano, ancora a terra, di non superare il primo scoglio e di incorrere nel peggiore degli errori:
salire sulla nave per vecchi.
Eh sì, perchè mica c’è solo la Trombonave a solcare orgogliosamente il tratto di mare che separa Svezia e Finlandia,
c’è anche lo spauracchio di ogni buon tromboviaggiatore, una nave identica a quella mitica,
ma stracolma di anziani.
Non esito a ipotizzare che i poveretti,
privati del sogno di copulare per la prima e unica volta della loro vita,
una volta a bordo meditino il suicidio.

 

 

 (In foto, Tromboturista tipico s’informa sulla trombonave)

 

 

 

 

 

 

Ma i più, dopo essersi adeguatamente informati,
salgono sulle navi giuste, quelle della Viking Lines,
convinti di salpare verso una notte di sesso selvaggio.

Mal gliene incolga!
Sprovveduti!

Già, mica sono gli unici a essere venuti in contatto con le storie al limite della realtà che circolano impazzite su e giù per l’Europa,
e così si ritrovano sì sulla Trombonave,
ma in compagnia di X alla n viaggiatori uomini come loro.
L’ormone impazzito ha connotati prettamente maschili,
il muscolo guizzante e la pancetta prominente la fanno da padroni,
il rapporto uomini-donne è numericamente schiacciante,
i nostri prodi si ritrovano su un distaccamento galleggiante dell’arcigay.

E quindi, cosa potrà mai capitare
una volta che i maschietti si siano accorti di essere attorniati perlopiù da propri simili?

Dai racconti sparsi per il web si possono ricostruire due diverse linee d’azione.

I più, constatata l’impossibilità di rendere realtà i propri sogni,
si gettano a capofitto sugli alcolici,
in solitudine
o in compagnia di simili,
e finiscono il viaggio svenuti su qualche divanetto o nella propria cabina,
maledicendo la sorte avversa e sognando di avere ancora qualche chances con le femmine a bordo.

Altri,
motteggiando allegramente e nobilmente “chi si estranea dalla lotta è un gran figlio di mignotta”,
si tuffano nell’agone,
cercando di scavalcare la concorrenza e concupire qualche fanciulla,
che loro affettuosamente chiamano “troie” o “zoccole”.
Nel 99% dei casi finiscono semisvenuti su qualche divanetto, da soli,
con, sul divanetto a fianco, qualche loro simile svenuto,
che loro identificano come sfigato in quanto fin da subito si è dato all’alcool.
Terminano la serata maledicendo la sorte avversa e sognando di avere ancora qualche chances con le femmine a bordo.

L’1% riesce ad accoppiarsi con qualche celenterato,
una volta tornato a casa semina racconti che lo vedono protagonista di svariati amplessi con X alla n raggazze disinibite,
si bulla imperiosamente delle proprie doti di latin lover,
perpetua il mito,
facendo da consapevole mezzo di contagio.

E ne è assolutamente orgoglioso.

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I pensierini di Aldo sull’ammore

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 16 Agosto 2008

L’editoria è un mondo perverso, spietato.
Forse peggiore rispetto a quello musicale: i revisionisti sono pochi,
i recensori troppi (o nessuno) e le risposte, i fendenti a punto e virgola si sprecano.

Forse a qualcuno di voi sarà capitato di comprare un libro per poi pentirsene.
Generalmente accade così:
Si abbocca a un titolo accattivante, ai consigli di parenti/amici/conoscenti/vicini,
ci si lascia affascinare da una esaltata quarta di copertina,
non si chiede troppo all’indice dei capitoli e via… i vostri bravi 10 euri (se va bene)
vanno e rimpinguare le casse dello scrittore di turno (astenersi dal verificarne l’identità)

Recementemente è accaduto anche a me (troppo spesso di questi tempi, ahinoi);
chi sarebbe la penna spumeggiante?
Aldo Carotenuto, noto (?) e ’significativo’ (sic) esponente dello junghismo italiota,
membro di tutte le accademie giuste e naturalmente professorone, con
alle spalle decine di pubblicazioni.

Titolo : ”Il gioco delle passioni ”

4° di copertina : ” l’intento ambizioso perseguito da A.C. nel suo ultimo lavoro,
è quello di offrire ai lettori di ogni fascia d’età un’avvicente e preziosa indagine
nel mondo delle relazioni, dei sentimenti e dei rapporti interpersonali ”

“Partendo dal presupposto che il nostro benessere psicofisico e il nostro disagio interiore dovrebbero essere letti alla luce del rapporto con gli altri e dei legami che riusciamo a imbastire nel mondo, l’autore illustra le strategie migliori per affrontare e risolvere le problematiche e la sofferenza relative all’universo delle passioni umane”

Dacchè penserete : magari un testo divulgativo, ma interessante, forse
anche con ammiccamenti al mirabolante mondo della psichiatria.
No! Illusi! Si arriva molto più in là…

Complice i ‘fra virgolette’ facili, la prosa chiara e pulita, questo capolavoro
sforna i più abusati luoghi comuni, degni in stile trasmissione del mattino
(della solita Rai casalinga con intenzioni colte), conditi da un’esposizione
sicurissima e precisa, da far gridare allo scandalo.
Una celebrazione a se stesso, un diario personale.
La pretesa della pretenziosità ..e tutto questo senza pretese di sorta.
Leggere come autobiografia o racconto esperenziale.

citazioni :

”Se qualcuno mi chiedesse qual è l’unica dimensione esistente in cui la fantasia
umana non conosce limiti, ebbene questa mancanza di confini è proprio data dall’amore,
da tutte quelle manifestazioni nelle quali gli altri non contano più niente”

Sagace… impensabile, originale come pochi!
L’avreste mai detto? Il nostro guru delle passioni umanoidi arriva a cotante
conclusioni… incredibilmente per la bellezza di 340 pagine,
complice lo status di grande studioso il quale non deve chiedere mai,
per tutto il ‘libro’ troviamo il punto di vista, ricercatamente dozzinale,
di questo abile scrittore che in fatto di buon senso, non ha niente da invidiare
ai moniti dei nonni, ai ricordi degli zii, alle canzoni d’amore del proverbiale Sanremo…
Consigli pret-a-porter, comodi da tenere nello zaino per uno spuntino veloce,
un piglio sorridente che ti cattura (è inutile dimenarsi) e via!
Le amenità si incentrano sulle varie situazioni tragico-comiche della Vita Mmmoderna,
dove la più feroce sega mentale adolescenziale è vista con la lente dorata (e opaca)
di un brav’uomo che ci tiene a far sapere la sua.

” In ogni caso l’osservazione del corpo – come anche quella dell’anima -
non potrà che fondarsisu una visione del tutto soggettiva, perché ciò che vediamo
è sempre frutto di una personalissima trasfigurazione”

Bellissima osservazione, degna del più buonista Cioé,
ci permette finalmente di avere una visione inaspettata dell’amore.
Dimenticate l’amore-sesso, l’amore maledetto della giòventù: roba superata.
Il Nostro ci accompagna manina nella manina verso il buon pascolo dei tempi antichi,
sicuramente degno di fare la sua fugace apparizione nelle giornate dannate
di un boyscout preadolescente…
Il senso di tutte le pagine è questo, molto merenda dalla nonna con crostatona fatta in casa,
sudoku sulla spiaggia, interminabili discussione sul leitmotiv ‘ tempo atmosferico ‘.
Un capolavoro nel suo genere, capace di indurre nel placido sonno notturno.
Un gradino che innalza il nostro Prode verso l’aurea grandezza di Morelli, per ora imbattuto.
Come ogni fenomeno librario che si rispetti, la saporosa prosa desta l’ammirazione
di numerosi seguaci che adottano le Massime del Maestro come regole di vita.

( In foto: tipica lettrice dei libri di Carotenuto, alla vista del suo beniniamino, durante la presentazione del libro)

Avete difficoltà ad addormentarvi la sera? Il vostro sentirvi inadeguati vi sfianca?

La vita va troppo veloce e vi scoprite stressati?
Comprate l’ultima fatica di Carotenuto e correrete a farvi prigionieri del sonno.

Un altra gemma, foriera di inebriante autostima : leggetelo, vi sentirete intelligenti…wow!

(Nota: l’autore del libro recensito è mancato nel 2005. Questo non è stato concepito come un attacco contro il personaggio defunto (senza approfondire sulle sue ‘mancanze’ in altre sedi), bensì contro la regola generale che sottende questa opera : spacciare blasonate banalità come testo degno di lettura; nonostante la scomparsa ho ritenuto fondamentale non cedere al ‘riserbo’ troppo spesso accordata in queste circostanze)

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Tu e le interviste shock: Io modella, nonostante una scandalosa taglia42!

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 15 Agosto 2008

EEstate , e state magri…
no, non è l’ultima trovata pubblicitaria di uno Yogurt ad alto tasso
di induzione cagarella,
non è neanche un messagio subliminale (uhmm!!) per convincervi
ad acquistare il NOTO the semifreddo.

E’ qualcosa di più, di grande, di molto peggio.

E’ la smania verso un corpo finalmente sodo,
dalle curve perfette, ma sempre ben nutrito,
SSSScattante (come direbbe Giovanni Rana).

Eppure, questo santo e giusto desiderio,
purtroppo è la croce di milioni di ragazzine, vecchiacce
e donne non più giovani, perlomeno dalla nascita delle riviste scandalistiche:
come riuscire a entrare nell’ultimo costume?
E contemporaneamente avere l’energia per un’elegante
falcata da passerella?

…Misteri della fede..ehm della Linea.

Per fortuna, dalle pagine che istruiscono generazioni di fanciulle,
arriva un monito ben preciso:

”Io, modella contro l’anoressia!”

Grande progetto morale, finalmente educativo, che mette d’accordo tutti,
più o meno come il Tamarindo nei noiosi pomeriggi fra spiaggia e Briscola.
Tutto qua?
No.. ovviamente!
La modella, grande combattente contro stili di vita sbagliati,
porta una Morbidissima TAGLIA 42 , ovvero quella che ai tempi miei,
le nonne solevano aborrirere, come chiaro segnale di denutrizione.

Ma per fortuna i tempi cambiano! E possiamo ammirare una giovane,
finalmente libera dalle catene della ‘thinaspiration’ qui,
in questa immagine di modella saldamente ancorata ai suoi rotoli,
taglia 42 :

mmmh! Effettivamente, per gentaglia come me, impossibilitata per costituzione
a sforare la taglia incriminata senza morire di fame, sembra quasi una rivoluzione.
Praticamente posso vivere non solo a pane e gatorade,
bensì con 2 barrete energite, 100 grammi di pollo,120 ml di latte al giorno!
Per tutta una vita! (No, in menopausa dovrei ridurre la dose giornaliera,
che orrore, di calorie..queste lestofanti!)

Qui di seguito vi posto lo schema tipo di una dieta che molti considerano
assolutamente in linea con le esigenze energetiche di una ragazza:

dieta mattino:

# latte e caffè o cappuccino……… 1 tazza
# zucchero…………………………………… 2 cucchiaini
# pane tostato due fette o un corrispondente numero di biscotti

pranzo:

# pasta o riso al pomodoro una porzione media
# olio ………………….. un cucchiaio
# pomodoro
# parmigiano……… un cucchiaino

# verdure cotte o due patate medie
# olio………………. un cucchiaino

# pane……………. una fetta
# una frutta fresca di stagione

cena:

# 60-70 grammi di prosciutto cotto o bresaola o due uova cotte a piacere.

# verdure varie una porzione.
# olio…………………… un cucchiaio.
# pane………………… una fetta
# una frutta fresca di stagione

Per chi fosse digiuno delle sante regole di una dieta,
confermo che la porzione ‘media’ di un piatto di pasta
sarebbe 80 gr ( a crudo) , per il pane circa 60-70 gr ,
per la carne, arriviamo a un vertiginoso 150gr a crudo.

Io ve li farebbi pesà, ve li farebbi!
Se farebbe prima a contà con li cucchiai!

Però , come un faro nelle putride notti supercaloriche,
tutto ciò ci promette la sfavillante taglia 42 (per le più sfortunate la 44),
da difendere con le unghie french (attente a non spezzarle!) e con
i denti (ce lo mettiamo un brillantino, suvvia?)
con palestra, sport, tiro alla fune, lavori pesanti…
Tutto è bene ciò che finisce a Bere (come direi io …)

…commovente, per le invidiose e le pensamale,
la voce della modella, pubblicata nel serissimo articolo di Tu,
che afferma , dalle pieghe di un allegro vestitino fiorito, quanto
sia facile mantenere queste misure. E molto comodo, come sopra.

…azz, peccato che per noi peccatrici, di costituzione robusta,
il massimo che ci si profila è la vergogna e il pubblico scherno.
A meno di corrompere le commesse, si capisce.

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