Pubblicato da ilvecchiochecorre su 22 Ottobre 2008
I dARI.
Lo so, immagino che oramai tutti abbiano avuto la sventura,
la sagacia o l’irragionevolezza, per curiosità o masochismo,
di interessarsi di questo ‘fenomeno’ che viaggia online da qualche mese.
Per introdurre meglio il fenomeno vorrei tralasciare per ora il famosissimo
e giustamente ammirato primo clip, ‘wale tanto wale’,
per concentrarmi sul vero mistero di tutta questa storia:
la fortuna del ‘dopo’.
Dicevano gli stolti, gli ingenui:
- spariranno, spariranno dopo il tormento(ne) estivo
- no, non è possibile, anche i bimbiminkia si arrenderanno a tale orgia di non-sense
- l’arcigay impedirà a Cadio di gettare discredito sul movimento
- qualche hacker distruggerà il loro canale su youtube.
Perché questa era la speranza, per tutti, ovunque.
Ricordo ancora come ne trattarono i primi pionieri,
ovvero come una un’arma batteriologica dal contatto intossicante,
ma meritevole di figurare fra l’immondizia sonora, come tutte le comparsate pre-estive.
Ricordo Pino Scotto, le prime parodie, le tokio-hotelline indignate.
Sembrava ci fosse davvero ancora un futuro. A noi posteri la sentenza. Ardua.
(Foto: immagine di repertorio che mostra un ritratto giovanile del trio, in cui Dari suggerisce una modalità di fruizione dell’opera d’arte)
Questi, in definitva, i Dari:
Dari: cantante, defribillatore del gruppo. Quello col look maggiormente emo,
dai guanti crociati. Capello sparato di color marrone andante,
lentiggini, occhi chiari e la vocetta fastidiosa da adolescente glabro.
Ama definirsi un cantautore e sostiene che il nome della bénd
derivi dal vezzeggiativo materno di ‘Dario’, il suo nome,
almeno secondo la sua autorevole opinione.
Fabio: il bassista ( un tempo) bono. Figurava con veloci primi-piani,
statuario nel brandire il suo strumento, con generose scrollatine di testa, professionali. Capelli
simil-truzzi, ora definitivamente viola tendenti al punk. È il volto di media-alternativià
che definisce questa farsa come un ‘progetto’. A cui la gente si interessa (ipse dixit).
Cadio: il frocione l’ambiguo impunito del gruppo. Capelli color biondo platino con lungo ciuffo
laterale fucsia. Ciuffo che ama sbattere e roteare convulsamente durante le esibizioni alla tastiera,
dove picchia con apparente sadismo i tasti e si molleggia agilmente sulle maschie ginocchia.
Generalmente si adorna il viso con due bande d’ombretto perioculari (anch’esse fucsia),
dove però un occhio è costantemente lasciato al mistero sotto l’ampio lato di frangia.
Il suo look si ispira pesantemente ai cliché che anche le barzellette omofobe hanno abbandonato da un pezzo.
(ps. al gruppo ultimamente s’è unito un batterista, questa volta capellone non tinto, probabile
collettore di voti nell’area nu-metal post 12 anni)
(Foto: Cadio osserva il saluto entustiasta di un suo fan. Destini contrapposti non escludono la reciproca stima, anche in tempo di family days)
Eccoli quindi, oltre ogni orizzonte funesto, lanciare première
ufficiali e non, e proclamare a gran voce l’uscita del loro
imperdibile album : ”Sottovuoto Generazionale”…
(N.B. Il titolo è stato presa da uno dei primi commenti circolanti sul tubo,
e fu espresso da un metallaro stupefatto dal livello raggiunto dall’offerta mediatica odierna.
Degna dei desideri di un pubblico giovane vuoto, di un sottovuoto generazionale, appunto.
Quindi i dARI riescono a plagiare a loro vantaggio ANCHE gli insulti. Attenzione.)
…e la perla sarebbe: ”Tutto Regolare”
ecco il video :
Come potete astutamente osservare si tratta di un messaggio
subliminale in chiaro:
questa volta non servono orazioni recitate al contrario,
istigazioni al suicidio, esorcicci e altre amenità,
semplicemente tutto è rimesso all’assordante presenza visiva dei gesticolanti protagonisti,
dove una carrellata di pseudo-emo, scene queens, ancora emo boys,
alternativi-alternativi, dari-in-miniatura hanno la manifesta funzione di accalappiare
i favori dei ciòfani all’ascolto. Un piccolo high school musical
spacciato per fenomeno di controcultura di massa (o viceversa?).
Tutto regolare.
(Foto: ritratto dell’ascoltatore tipo dei dARI durante il pellegrinaggio verso gli studi di TRL)
…ehm.
Dalla qualità del video potrete sicuramente avvertire la presenza di un lungo
scroscio di danari, profusione di strategie di marketing etc etc… Ma giusto per ribadire
quanto esposto sopra, tale è il parere di isolate malelingue(come noi). I nostri eroi confermano essere tutto merito del Caso,
della loro infanzia passata a suonare nelle cantine e nei pub fumosi.
Sottolineano di non essere costruiti. E il sosia di Wlady che li intervista (qui)
sorride compiaicuto, come del resto tutti gli emuli di Mtv.
Arrivano i dARI. Annuncio. Folla bramante il sacrificio umano.
Canzonetta. Tripudio.
Le campane suonano gli ultimi rintocchi , addio Tokio Hotel.
A presto, dARI.
Pubblicato da ilvecchiochecorre su 22 Ottobre 2008
Le pubblicità possono inseguirti ovunque, vederti crescere.
E’ successo con Orietta Berti e il Grand Chef,
per non parlare di quel mostro sacro dello Chef Tony con Miracle Blades III
(the perfect series … questo è senzo del sacro!)
Ricapitolando, molti anni fa (un decennio ma anche di più)
andava di moda la pressa stirante.
L’elnapress infatti era un macchinone più lungo che largo,
più pesante che alto,
dove infilare vestiti, coperte, merletti, cuffie, calzini, lenzuola
e pressarle con l’inequiparabile forza del ‘peso’
e del ‘vapore’. Lo spot era in originale tedesco (o finlandese, chissà)
ed era blandamente doppiato stile ‘diretta’ : sulla voce
della bionda e attempata presentatrice veniva sovrapposta
un’asettica biascicante italiano.
(Foto: Eleganza e Funzionalità. Non provate l’irresistibile desiderio di averla?)
A proposito dell’imbonitrice era una simpatica signora
vestita da una casta camicia color pastello
che enumerava i vantaggi della piastra scaldante in Paralunam
e dell’ineguagliabile ’sicurezza elettronica’ dell’oggetto;
il tutto in appena 45 kg di peso.
Viene da pensare che la funzione principale, fuori uso,
di questo indispensabile accessorio fosse appunto quello
di secondo portafrutta sul tavolo della sala da pranzo.
45 kg… il kirby (altro mostro sacro in fatto di fregature.. acquisti azzardati)
riesce a pesarne forse 30 di meno. E l’elnapress non ha le rotelle.
(Foto: recenti studi hanno confermato che la presenza di una pressa stimola la produzione di serotonina e dopamina nell’uomo adulto. Per le sue qualità l’associazione italiana psicologi consiglia di provvedere a dotarsene, come illustrato in figura)
E’ commovente sapere, inoltre, che negli anni l’Elnap. si è dotata
di un display digitale… con circuito elettronico a lenti ottiche. Ah, il progresso…
Inoltre sul sito della famosa ditta potrete visionare un intro
composto da musiche elettroniche e avrete la possibilità
di impostare addirittura la pagina come home page, appunto.
Ecco a voi una piccola dimostrazione gratuita,
per chi fosse stato così avventato da cambiare canale:
Questa era la mia missione odierna. Ieri L’ho rivista in tv
e ho deciso di tributarLe questo ricordo. Fate girare i kleenex.
Esprimete i sentimenti e chiamate Morelli per un consulto.
Pubblicato da ilvecchiochecorre su 17 Ottobre 2008
Il lodevole personaggio di cui ci occupiamo oggi,
mesi fa, era una giornalista affermata(?) di rete4.
Personalmente, come molti altri, ho avuto modo
di conoscerla dopo la puntata quotidiana di forum
(al tempo che fu, quando la rete ufficiale era appunto
quella dell’emiGlio)
ecco il suo ritratto:
biondona, tratti del viso regolari,
truccata e vestita in colori bon ton, legati a qualsivoglia
sfumatura del beige e del dorato.
(Foto: la qualità, non solo la quantità, delle notizie. Ecco un modus operandi per una carriera ben meritata)
Parlava con quella voce dall’accento emendato,
tenendo nella manina i fogli che ondeggiavano
a ogni sussulto di voce.
Francesca Senette. Una carriera assicurata
sotto il giogo benevolo di papà gambalunga.
E invece… eccola in quel rotocalco rimesso a nuovo
che è ” l’italia allo specchio ”, sorto dalle ceneri sparse
de l’ Italia sul 2 che il caro Milo infante (e quell’altra
di cui adesso non ricordo il nome) aveva abbandonato
per dedicarsi alla mattinata della rai (dove conduce,
per strana ironia e destini incrociati, un contenitore che vanta qualcosa di molto
simile ai dibattiti con finto tribunale di Forum).
(Foto: Pigmalioni e nuove muse. L’eredità classica nel III millennio)
Bene, tutto regolare.
Lei vestita nei più improbabili completi e mise da pomeriggio,
truccata pesantemente e col canonico tacco >10 cm,
pontifica sui pregnantissimi argomenti di interesse generale:
- l’isola dei famosi
- luoghi comuni
- paure della casalinga media
- intervista strappalacrime a personaggi vari ed eventuali, famosi o sedicenti tali
- fatti di cronaca nera sezionati a furor di popolo
accompagnata dall’aureo parere dei soliti 4 che intervengono (da anni) nel programma:
- ex partecipanti all’isola dei famosi
- patners (giovani o anziani) di qualche personaggi famoso e sedicente tale (vedi sopra)
- gente che ormai nessuno ricorda e che si mantiene famosa proprio grazie al programma
- qualche scrittore/attore/giornalista tenuto in auge dall’accanimento terapeutico (Foto: massimo esempio del valore intellettuale dei partecipanti al programma. Lo standard è scrupolosamente mantenuto puntata dopo puntata)
E fin qui niente di nuovo. Gli habitué di questa trasmissione riconosceranno la vecchia guardia,
non è cambiato assolutamente nulla… NON SAREBBE cambiato senza la nostra Senette
che, rispolverato il ruolo di presentatrice di parte, ama apostrofare gli interventi
con i toni più acuti di cui si vanta capace.
E giù quindi a battute sornione, accuse di finto moralismo (una moda a parte ormai in tv),
processi alle intenzioni, commenti sprezzanti e sentimentalismo stantio.
Ma non anticipiamo e diciamo subito che sì, 8 anni di schiavitù gavetta l’ha fatta,
l’autorità ormai l’ha acquisita…
eccoci edotti infatti dalla sua viva voce:
(fonte: repubblica.it)
E che tipo Italia verrà fuori dallo specchio del tuo programma?
L’Italia che si guarda nello specchio così com’è, dal costume alla cronaca nera, dalla famiglia alla scuola, e oltre all’immagine che si riflette, una riflessione su di noi. Ci saranno anche ospiti che ci aiuteranno ad aprire la nostra prospettiva. Ognuno di noi ha un’idea sui fatti, non è detto che questa sia quella giusta. Riflettere ma senza pesantezza. Non vorrei che nella pausa post prandiale gli spettatori abbiano bisogno di una tisana al finocchio…
Fede ti ha dato la sua benedizione o si è offeso per il tuo abbandono? Yes, è stato molto gentile, non lo sarei aspettato così dalla mia parte. E poi dopo otto anni staccare le foto di tua figlia dal desktop non è indolore. Otto anni sono otto anni. Avere il direttore che ti incoraggia è una bella cosa.
Quali sono le differenze tra Rai e Mediaset, visto che hai lavorato per entrambe? E che ne so. Sono qui davanti agli studi di corso Sempione e devo entrare proprio adesso a vedere lo studio.
(per gli appassionati ecco l’intervista completa)
…e poi:
C’è mai stato qualcuno che ha messo il bavaglio a Francesca Senette?
«Non ancora e non credo capiterà l’occasione. Piuttosto, se devo proprio stare in un contesto “da censura”, sto zitta io». (fonte: telegiornaliste.com)
Censura preventiva, insulti e beffe. Ah… la rai del futuro. Il futuro è adesso.
“nn vedo l’ora ke mia mamma mi compra qst libro!!!!…cmq sn ankio 1 14enne cm la protagonista del romanzo e sxo ke qst libro mi rappresenti 1 pò…ma anke s nn m rappresenterà sarà bellix leggere libri di Moccia!!!…li so tutti a memoria…sn FANTSTICI!!!!…Moccia TVB!!!..grazie di farci sognare cn i tuoi libri!!!”
Questo è uno dei commenti apparsi sul sito dedicato all’ultima fatica del prode Moccia,
ossia Amore 14.
Chi sia Marco … no, scusate… Federico Moccia lo sanno tutti (anche lui lo sa benissimo);
chi può ignorare l’identità dell’autore di uno dei più elevati picchi della letteratura italiana, quel 3 Metri Sopra il Cielo (o 3msc) che ha riempito i cuori delle giovani generazioni?
Bene, dopo Ho Voglia Di Te (Hvdt) e Scusa Ma Ti Chiamo Amore (Smtca) che hanno seguito a ruota il capostipite,
ecco che nelle librerie fa la sua comparsa Amore 14 (A14?).
Ma cos’è esattamente Amore 14?
I maligni diranno che è una mocciata. Che è l’ennesimo 3 Metri Sopra il Cielo con i nomi dei protagonisti cambiati.
Nulla di più falso.
I sacchi di spazzatura sono sempre diversi uno dall’altro. Provate a tenervene 2 o 3 dei vostri e poi rovistateci dentro: non saranno mai uguali.
E quindi ripartiamo dal commento della cara Cristina con cui abbiamo aperto il post.
E’ un inno generazionale, le k, le x, le abbreviazioni distribuite sapientemente lungo tutto il periodo. Senza contare il congiuntivo mancato, che rende la poetica della fanciulla uno spaccato neorealista sul sottobosco giovanile.
Moccia parla di lei, non parla della secchiona che non sbaglia un colpo, della ragazza controllata, del ragazzo timido o impacciato.
Quegli squallidi perdenti non valgono neanche un grammo d’inchiostro!
Le sue ragazze si vestono tutte nello stesso modo, pensano all’amore, alla musica e a essere desiderabili.
I suoi ragazzi si vestono tutti nello stesso modo, pensano al sesso, ai muscoli e agli amici, a volte, per sbaglio, si innamorano. Ma solo dopo essersi massacrati di botte.
La politica, manco a dirlo, è una malattia. Tipo la scabbia, ma più pericolosa.
(Foto: uno dei protagonisti maschili dei libri di Moccia mentre espone pacatamente le proprie opinioni sull’origine dell’universo)
3 Metri Sopra il Cielo fu edito per la prima volta nel 1992, precorreva i tempi, era un romanzo di nicchia, due anni dopo uscì Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo, anch’esso un romanzo giovanile, ma il suo successo fu travolgente.
Ora nessuno si ricorda di Jack Frusciante.
E Moccia è diventato un punto di riferimento nelle letture degli adolescenti.
Il nostro beniamino sforna libri a raffica mentre Brizzi si imbarca in viaggi sui sentieri della spiritualità.
Un giorno qualcun altro scriverà per gli adolescenti e Moccia farà il barbone da qualche parte.
E’ il ciclo della vita.
Forse la differenza fra i due libri è che Jack era rivolto ai futuri precari e disoccupati, giustamente incazzati, mentre Moccia tocca il cuore delle future veline.
Ma il post è stato scritto per dare lustro e imperitura gloria a Amore 14,
quindi parliamone.
Nel sito ufficiale la trama di amore 14 viene descritta così:
“Carolina ha quattordici anni. Anzi 14. I suoi anni sono una bandiera, uno slogan, un diritto di cittadinanza. Li si vede da lontano. Gridano. Cantano. Parlano sottovoce. Carolina diventa grande. E allora ecco la sua famiglia, il quartiere, le amicizie, i primi palpiti del cuore…”
Un po’ stupisce che sia nominato il fantomatico quartiere,
che fa molto Ragazzo della Via Gluck,
ma il povero Moccia aveva pur bisogno di un luogo ben definito in cui ambientare le risse, gli sguardi ammirati delle ragazze davanti a cotanta mascolinità e i successivi amplessi fra i facinorosi e le intelligentissime protagoniste.
(Foto: la copertina di uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana. Il rosso è una tintura naturale ottenuta con sangue di sfigati)
Ma come si definiscono i protagonisti di Amore 14?
Alla domanda “Pacifista o guerrigliera?” la protagonista, Carolina, risponde con una netta presa di posizione “Pacigu. Pacifista/guerrigliera a seconda dei momenti”.
Notevole la volontà di schierarsi e porsi profonde questioni esistenziali, non si può dire che gli adolescenti assomiglino a lei solo perchè è lei che è la fotocopia dell’adolescente tipo.
Moccia in fondo non ha colpe,
i suoi detrattori lo dipingono come un buzzurro che non sa scrivere e lancia messaggi diseducativi,
passi per l’accusa che non sappia scrivere, che comunque in certi loschi ambienti è motivo di vanto,
ma che lanci messaggi diseducativi è falso,
il povereto si limita a descrivere quel che vede.
Semmai sarebbe lui a potersi lamentare, i giovani lo diseducano,
ormai è malato terminale di giovanilismo.
Adottate Moccia,
è tranquillo, è pulito, non disturba,
gli bastano un computer per scrivere e una sedia e lui è contento,
basta che ogni tanto lo portiate davanti ai liceo all’ora dell’uscita e gli sembrerà che la sua vita sia perfetta.
Aiutatelo.
Non lasciatelo solo.
Mentre facevo zapping approdo, dopo il canale numero 10,
a quelle terre vergini, inesplorate e ricche di sorprese che sono
le tv locali&commerciali. Non fu un caso, almeno io me ne resi subito conto.
La cospirazione è grande. Sapevate che TUTTO ha origine nella Tarantella?
Presto ve ne porteremo tutte le dovute prove.
Ebbene, mentre giravo, ecco che si rileva in tutta la sua grandezza
l’estremo orrore della verità:
una donna con capelli di lunghezza media color nero cornacchia, abbronzata,
truccatissima e in un tailleur pantalone nero, con una sfavillante
camicia bianca. I gioielli apposti alle sue dita hanno tutto il sapore
pataccoso del kitsch di casa nostra.
E questo poteva passare, MediaShopping e le televendite dell’Eminflex
ci avevano abituato a ben più vivi e costanti orrori. Ciò che rende
tutto il panorama ‘diverso’ è l’ambientazione… una Chiesa(?).
Gesù, Santi, Madonne in giro che vengono ripresi fugacemente, in un lampo.
Inginocchiatoi e acquesantiere sparse, quella donna… che prega.
Prega rivolgendo gli occhi gonfi di make-up verso l’alto, le mani giunte.
Sembrerebbe bisbigliare ma l’audio disgraziatamente lasciato acceso
non lascia dubbi al merito: sta cantando. In napoletano.
La canzone si intitola: ‘Dio’ (viva l’umiltà e le basse pretese)
e lei è Giovanna de Sio (che qui potete ammirare nel suo sitone in flash).
Di traverso l’orgine di tutto ciò, la sponsirizzazione del sito-madre: cantantinapoletani.it
E così è un fulgido teatrino, lei prega, si arrabbia, con la cadenza tipica di Napule.
E’ afflitta, piange e si dispera, urlando alla tragggedìa. E intanto Gesù, di nuovo,
le Madonne, la luce dall’alto che la colpisce.
Windows e hotmail hanno in mano il mondo.
Miliardi di emoticons, miliardi di nuove iscrizioni al secondo.
Millemila nuovi download all’ora.
Tutto cominciava decenni fa, con le prime ‘faccette’ statiche,
poi evolutesi in dinamiche, poi diventate surrealismo puro.
L’ultima frontiera sono i pupazzetti usb da collegare al pc.
Questi cosi reagirebbero all’attività dei vostri contatti,
segnalandovi trilli, faccine e in qualche caso l’assetto
di guerra dei vostri amichetti online.
Qualcuno nelle vicinanze vi disturba? Soffre di sindrome da rientro?
La mamma urla? Il gatto vi riempie di peli?
Eh? Eh? Eh?
Ecco la soluzione più elegante (dotata di webcam)
per ovviare ai tanti fastidij umani:
“(…) USB MSN Missile Launcher questo gadget diventa ancora più diabolico visto che può essere non solo comandato a distanza, in modalità remota, ma può anche essere controllato da uno dei nostri contatti di MSN Messenger direttamente dalla finestrella di conversazione. E come fa a indirizzare il lanciamissili si trova, poniamo, a 10.000 km? Semplice, grazie alla webcam integrata, che permetterà all’amico di muovere il Launcher per direzionarlo dove meglio crede!” (fonte: tecnocino.it)
Ma per chi dentro l’anima si sente ’signorina’ ecco cosa propone la sempiterna MSN:
Ibuddy, il pupazzetto 3d usb che reagisce a ben otto emoticon a scelta,
mima emozioni e vi informa di trilli e similaria attraverso il suo cuoricino pulsante
“Basta collegare il piccolo personaggio al pc e la sua testa luminosa cambierà colore accordandosi ai mood del contatto. Se qualcuno, per esempio, invierà un messaggio con un’emoticon a forma di cuore, la testa del vostro i-Buddy si illuminerà e le sue ali cominceranno a sbattere. Ogni volta che un account sarà in linea invece, il piccolo cuoricino rosso sul petto di i-Buddy si illuminerà” (fonte: technogirl.it)
l’indispensabile oggetto, come potete ammirare, è dotato di simpaticissime alucce…
e le alucce sbattono davvero!
Io proporrei anche di arricchirlo di un piccolo circuito elettrico per farlo funzionare
come scaldavivande e come micro-ventilatore (d-mail ci ha già pensato! Con questo e questo!)
Il suo costo oscilla dai 14 ai 20 e più euri, perciò occhio alle fregature.
Ibuddy e LanciaMissili: la giusta alternativa al vostro cucciolo in carne e ossa.
Piove sul bagnato.
E la claque applaude entusiasta questa meravigliosa uscita.
Anche gli spettatori cinici si lasciano trasportare,
dal sorriso contagioso e dalle mani che prudono.
Silenzio di tomba, si parla di problemi seri.
‘Che tempo che fa’. Rubrica di informazione targata rai.
Il tutto con un’intuizione: e se ne facessimo un programma utile davvero?
Giuliacci declinò il bell’invito, è un uomo probo, ci tiene alla reputazione.
Quindi sotto a chi tocca, o come direbbe la bella (!) Ventura:
‘a chi tocca nun s’engrugna’ (cfr. I poeti del Duecento, Rizzoli, 2004)
Fazio. Eccolo, il bel cherubino, tirato su a scuole private, suore,
bravo ragazzo col sorriso ampio e sorridente di chi ha dimenticato la sua volontà
e non la rimpiange. Scelte importanti, di quelle che ti cambiano la vita.
(Foto: qui possiamo ammirare il cast di attori della nuova stagione di ‘Carabini.. ‘ ah no! Scusate, è rai! Che sia il Maresciallo Rocca?)
Mi occuperò della seconda parte del programma: gli ospiti e la Littizzetto (prossimamente).
Sono le 21, domenica. Preme il timer, c’è poco tempo.
Il nostro bravo conduttore sceglierà fra la rosa dei possibili invitati qualcuno
che davvero sia pronto a dare delle risposte, la fiducia in questi casi è tutto.
L’elite si divide fra i migliori filantropi di sempre:
-ricconi mai visti
-ricconi con squadre di calcio
-ricconi che hanno la poltrona in parlamento
-ricconi e basta, senza un motivo
-sedicenti scrittori e/o attori eletti a furor di popolo
-qualche gran brava persona che nessuna ricordava esistesse
(Foto: i temi affrontati e la schietta idiologia che sottende il programma ha portato i suoi creatori ad avere sempre più guai con l’ordine costituito. La magistratura ha rigettato tutte le accuse: ‘ La libertà di parola è dogma in televisione ‘. E gli spettatori hanno confermato con miliardi di share per questi coraggiosi idealisti)
L’ospite si ritrova seduto, fra schermi che mostrano un cielo limpido,
sereno, cangiante. Una poltrona bianca dove i furori si placano nella
candida imbottitura. Fazio è lì, guarda, sorride di nuovo modulando
la sua voce su toni flautati, un sussurro, per non dar fastidio.
Qualsiasi domanda è bandida, è una chiacchierata fra amici.
Per chi rischia la bancarotta, per esempio, v’è uno fra questi quesiti
immortali, degni di figurare nell’enciclopedia filosofica di Severino:
-gusti culinari
-gusti musicali
-squadra del cuore, o squadroni (dipende dalla fede politica)
-considerazioni generali sui problemi dell’universo
-senso estetico di qualsiasi cosa, rigorosamente astratta.
Per farvi apprezzare meglio la portata di questi imperituri esempi,
provvedo a dotarvi, come nelle migliori grammatiche latine,
di esempi ad hoc, da custodire e conservare:
(Attenzione: la domanda sulle carote è AUTENTICA)
Fazio: ”Salve, Megadirettore Galattico, sign.gran farabut. brutt.stronz. Evergesio Stinofetti,
ma è vero che lei, sul suo yatch di 90241204820348203948203402 metri,
durante la calura estiva, spegne la sete sgranocchiando carote?”
Ospite: “Fazio, lei mi sorprende con queste domande di carattere personale,
però , per amor di verità risponderò: ebbene, è vero!”
Fazio: ” ah ah! Lo sapevo, sa Lei ha dei testimoni e non avrebbe potuto esimersi da questa risposta, pare che Lei sia stato avvistato anche dalla costa subpacifica,
sicuramente visto la grande notorietà e l’indiscussa generosità che ha sempre dimostrato.
I testimoni confermano che le sue carote erano veramente arancioni!”
Ospite: ” Carissimo Fazio, probabilmente allora avranno avuto effetto catarifrangente!”
Fazio, Ospite, Pubblico (in delirio): “AHAHAHAHHAHAHA!”
(Foto: nessuno sconto. Nessuna pietà. Gli ospiti che accettano la pericolosa intervista sanno che nell’arena troveranno la loro nemesi nel conduttore)
Chissà poi che grazie a questa notorietà qualcuno si ricordi di lui negli scandali futuri,
chissà se qualcuno, edotto da tanta sostanza, preferirà utilizzare questo grande servizio,
e addirittura si soffermerà dimentico dell’amata ”Isola dei Famosi”.
Tutto questo è la prova che la gente ha ancora un sogno, che la rivoluzione
non è stata vana. Il punk è vivo! Pure dio, alle volte.Lunga vita al Re!
Capita un po’ a tutti. Pose buffe, battutacce, sorrisi imbarazzati.
E’ il tuo filmino dell’infanzia. Per gli amanti del buon credo,
solitamente quello della comunione. Parenti con capigliature revival
anni ‘80, vestiti anni ‘70, con battute tardo dopoguerra.
Tu, piccolo, indifeso e oserei dire innocente bambino,
reginetto fra quelle dentiere luccicanti, puzzi vari, gente ubriaca.
Sorrisoni, pacche sulle spalle, doppi sensi comprensibili solo a quel
misterioso mondo, il mondo degli adulti.
E tu, quando finalmente avrai abbandonato l’età prepubere,
disseppellirai quei pericolosi cimeli. Per nasconderli,
disperderli nella prima cloaca.
L’apoteosi della Vergogna, nel rivedersi.
Purtroppo questa tarda vendetta non è concessa così facile a tutti.
C’è chi avrà per sempre milioni di parenti, pseudo-amici e canzonatori
come testimoni.
Uno di loro è Ernestino Schinella .
Chi è? Beh… ecco… come cominciare…
Allora, in origine fu Pupo. Si, Pupo quello che canta.
Gli diedero un programma intitolato coraggiosamente ‘ Volami nel Cuore ‘
dove orde di bambinetti si fronteggiano in gare improbabili di pattinaggio
su rotelle (appaiate a due a due).
Fra canzoni strappalacrime e assolute ovazioni ai piccoli sfidanti,
v’è una carrellata di artisti(?) della migliore vecchia televisione italiana…
Addirittura con gigantografie che li ritraggono secoli prima, da giovani.
A completare l’opera le immancabili ballerine di varietà, ma questa volta
di razza: lustrini, piume e paillettes a tutto spiano, finalmente come RAI comanda.
(Foto: quest’immagine di repertorio è presa direttamente
dal remake di “Hannibal: le origini del Male”. Storia di un bambino che a causa dell’infanzia difficile
diventa uno spietato regolatore di conti. Qui lo vediamo in compagnia del suo primo aguzzino)
A questo punto posso riprendere a parlare di Ernestino: lui fa da spalla a Pupo,
è il suo co-conduttore ed è stato scelto perché, per via della sua età, è l’unico
essere umanoide capace di mimetizzare l’altezza pupiana. E non è una battuta.
Cosa fa? Lui canta e risponde alle freddure del suo prestigioso amico,
per niente impaurito. Da uomo navigato (uno sguardo attento potrebbe notare
la manina genitoriale che gli sventola i centoni sotto il naso e lo ricatta coi Gormiti).
Passano le belle bambinette e i futuri froc… ehm baldanzosi ballerini e lui
osserva tutto, con quello sguardo che rileva una preoccupante saggezza
che solo un vero vecchietto allo scoccar della rivoluzione potrebbe avere
(e qui notiamo che le teorie sociologiche che rimandavano all’ imprescindibilità
del contesto, per la crecita degli infanti, avevano ragione)..
Ecco come descrive il programma un appassionato spettatore:
“Non capisco il perchè di tante critiche a Pupo e al piccolo Ernesto Schinella : il loro programma “Volami nel cuore” mi è piaciuto. E’un format di classe e l’ospitata di Sofia Loren è stata un colpo di genio. Evidentemente i programmi all’insegna della buona educazione non riscuotono troppi consensi. Tra le accuse, quella di essere troppo lungo. E quindi? Anche chi torna a casa dalla pizzeria può vederne un pezzettino. In quanto alla De Filippi: va sul sicuro, perchè la sua trasmissione è già testata. Anche troppo, secondo me. Bisogna avere il coraggio sacrosanto di proporre delle novità. Quindi io voto per Pupo. ” (la citazione è autentica)
Pupo ci tiene ad avere un tono paterno, Ernestino qua, Ernestino là e il piccolo
si frena, bisbiglia, arrossisce… sa di dover essere il capro di questa millenaria
espiazione… solo nel disperato tentativo di battere Mario.
(Foto: Esempio di ironia. A basso prezzo)
Un immagine raccapricciante conclude SEMPRE la sua onnipresente scena:
il momento della Buonanotte… perché si, il programma finisce a mezzanotte,
ma i bravi bimbi vanno a letto un’ora prima. E qui ci vuole Carosello.
Infatti eccolo:
Il conduttore ancient invita il bambinetto verso un letto portato in fretta e furia
in sala, un matrimoniale stuccato d’oro. Ernesto si infila nelle coperte,
completamente vestito e scarpato, e la manina del suo doppio comincia rimboccargli
le coperte. Calano le luci e appare una gigantografia: Buonanotte Ernestino (…).
S’intona una canzone e mentre gl’ultimi lumi si spengono ed appare un cielo
stellato, il buon conduttore maturo s’allontana… il letto ruota qualche volta su se stesso…
Fra ammirati(!) genitori in lacrime, un manipolo di ballerine con stivali alti
ondeggia spingendo la testata del giaciglio, con il suo fremente ospite…
E’ tutto uno svolazzare, e il povero martire scompare, immolato sulla gogna.
Fra 10 anni vogliamo immaginarlo così: nascosto in qualche foresta pluviale,
dimentico di sé stesso, complottando con alcuni amici lobbisti la vendetta.
(ps. il programma NON è apologia della pedofilia
pps. Ernesto diventerà prete, dopo che verrà canzonato anche dagli spacciatori,
e comunque no, non abuserà a sua volta di bambini).