” il Vecchio che Corre “

l’enciclopedia per i nostalgici delle mezze stagioni

Serate in allegrezza

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 3 febbraio 2009

*Ricominciamo in sottotono, con un programma di nessuna dichiarata utilità, passato, pieno di bruttissima gente. Acclamate in attesa di tempi migliori (?).

Il panorama televisivo di queste iridescente autunno/inverno 2008-2009 (a proposito: auguri!)

Ci ha regalato varie leccornie: fiction, un pubblico di forum particolarmente ciòfane,colonie sarde, un emulo di forum in rai, il redivivo Cecchi Paone

…e potrei continuare!

Oggi ci occupiamo di un fiore all’occhiello della deontologia rai:

il cerchiobottismo.

Infatti la novità si presenta come un contenitore in prima serata,

condotto dalla bionda-pelle di pesca Eleonora Daniele,

menestrelli antidiluviani
ripresentano le loro friccicose hits in chiave moderna, ovvero
con un video, ideale richiamo a ben più note tv commerciali.

Lo svolgimento è sostanzialmente questo:

“I nove artisti che si esibiranno con la loro musica, totalmente anni sessanta e settanta sono: Peppino Di Capri, Orietta Berti, Fausto Leali, i Ricchi e Poveri, Little Tony, I Camaleonti, Wilma Goich, i Dik DIk e Rosanna Fratello.

Gli spazi comici sono affidati a Nino Frassica e ai suoi commenti coloriti da critico cinematografico improvvisato.”

Per quanto sembri un’allucinazione collettiva, i nomi dei Ricchi&Poveri, Dik Dik e… Nino Frassica, sono scritti in calce a ogni periodico a mezzo stampa (fa fede l’ultimo numero di Sorrisi e Canzoni)…solo che manca ancora il leocorno, Don Backy.

(Foto: Don Backy versione brail)

Questa volta il tubo non ci viene in aiuto, e mostra reperibile solo l’esibizione, eseguita in diretta, del nostro beniamino. Conteniamo il panico e la delusione, e passiamo al commento dei passi più salienti di questi magici momenti:

(video don backy)

Avete notato le espressioni di profonda ammirazione fra i musicanti, pifferai e violinisti?

Esatto, lacrime di gioia, ciao Boccasana! Verrebbe quasi da ridere, dalla gioia..

E come non apprezzare la cura artigianale di ogni terzina? Le similitudini? La freschezza dell’afflato retorico? Manibus date lilia plenis.

(foto:

Eleonora  Daniele e la calda ospitalità tutta italiana del programma)

(Foto: la vera rivlezione del programma, la boyband avanguardia che sta scalanda le classifiche italiche)

La giuria è composta da lucidissimi esaminatori:gente come Malgioglio (reduce dagli incontri amorosi con Paolo Fox)

Lamberto Sposini (vedi La vita in Diretta, a mano lobbista)

E , in ordine: Michele Cucuzza, Massimo Giletti, Fabrizio Frizzi;

Il ciclo di puntate, trasmesse anche con rai International, si è concluso sabato scorso.

Emozioni, sorrisi, compiacenze e dissimulazione. I vincitori, Jo Squillo e ‘’ I ribelli ‘’, ringraziano del trampolino di lancio.

(Esatto! È proprio così!)

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Rieccomi!

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 30 gennaio 2009

Noooo! Non sono mooooorta!

Quei lobisti di infostrada volevano impedire alla V E R I T A’ di diffondersi in mezzo a voi prodi fedeli, ma tant’è!

SUBLIME SUBLIMINARE!

…a maggior gloria del ccsg, s’intende.

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My humble Da Vinci Code … (oddio tiè! Dan Brown è ereeeesia!!!)

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 16 novembre 2008

La Kiesa: una lobby decaduta e arrabbiata?

Riprende il nostro appassionato cammino di San Crisostomo
alla ricerca delle più fervide scoperte in campo subliminale,
in chiaro; tutte quelle belle cose lì!

Ma al che mi venne il dubbio: “Ammettiamolo,
a furia di guardare dietro, ci siamo dovuti rigirare”

(…ffuuuuoooooahaaah… -folata di vento-)
“E se in realtà il centro culturale san giorgio
fosse una cellula separata e integralista di una lobby ebraica di destra,
atta a…. screditare il crr.. il ccrrr… il ..Cristianesimo?
Questa è la spiegazione che fa quadrato nel cerchio,
il vagheggiato tetragono ai colpi di ventura.
Che il mio veder è maggio che non basta a dicer poco.

(Foto:a differenza di certe persone, San Crisostomo poteva fare la pipì in giro, senza coprirsi con le palme delle mani)

Oppure la risposta della serie ‘ è sempre  il maggiordomo l’assassino’:

Premesse preventive (per tenere la coscienza in sordida sordina):

-la Kiesa subisce il crollo devozionale e di vocazione,
l’ameriKa fa l’occhiolino a quegl’altri che fanno tanto globalizzazione felice,
e poi al mondo piace sempre più trombare: una crisi finanziaria.

…E quindi la prima arma delle tesi cristiane, da sempre, per sempre:
il vituperio, la bassa calunnia, il rigirar sì dolce in questo mare.

Infatti, la K., assateta di danaro, denuncia le speculazioni finanziarie
e la sicurezza economica con una metafora di bassa economia domestica:

cit. “Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono (…) sabbia.

sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. ” (fonte: Papa Ratzi con sua propria voce iddì 6 ottobre)

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Comunicazione di-disservizio

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 4 novembre 2008

Mi scuso della lunga assenza dal blog. Eccoci ripartiti.

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Le api scompaiono, ma le Vespe son dure a morire.

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 4 novembre 2008

E’ uscito da pochissimo l’ultimo “best-seller” del Caro Vespa.
Esatto, il famoso libro all’anno è tornato con ciclicità svizzera
sugli scaffali dei supermercati, quale sarà il suo attuale tema?
L’omicidio di Perugia (che ha recentemente soppiantato il plastico di Cogne
nella trasmissione padronale)? Quello di Garlasco? Il 60% di consensi al Kavaliere?

(Foto: Bruno Vespa, fortuna nostra, mostra di condividere e di aderire ai temi di denuncia del Centro Culturale San Giorgio. E voi cosa aspettate?)

No. Niente di tutto questo.
Vespa questa volta, stordito e atterrito per il successo delle opere di contro-informazione
di pochi eroi alla ribalta, ha deciso di fare la sua degna inchiesta sull’Itaglia
degli ultimi anni, dal Mortazza al quel compito ragazzone di Alemanno

Titolo: “Viaggio in un’Italia diversa”

Non poteva essere altrimenti. Qualcuno potrebbe giudicarlo
come il rifacimento fazioso (ben più dell’originale) del famoso
‘La Deriva’ di Stella e Rizzo. Invece non è neanche solo questo.
Il Bruno tesse il suo romanzo sui nostri noti uomini politici
e, come ogni bravo autore di fantascienza, costruisce i caratteri,
i sentimenti e le azioni di tutti con quel tocco di pathos, drittura morale,
amore del dovere quanto potrebbe esserci in qualche poema del ciclo bretone.
Lui ama fare lavoro del ricompositore, un mosaicista nel suo piccolo…
o come sarebbe più corretto, lui è l’indispensabile eminenza grigia
che permette al nugolo di personuzze ivi descritte di risultare di un qualche spessore,
dignitose nella loro patinata figura, con un abito ‘ cucito addosso ‘ (cit. necessaria)
della migliore sartoria artigianale.

Il libro esce dalle fucine della Mondadori, e questo dovrebbe mettere a tacere
anche gli ultimi mormorii. Ho visto la copertina.Verde. Bianca e Arancione.
Un richiamo sbiadito (l’ennesimo messaggio subliminale?) a quel suono del
patriottismo che ormai mugola solo in qualche sparuta pubblicità del centenario
e forse, nientemeno, nel giuramente dei tanti personaggi blanditi nelle non-so-quante
pagine dell’ennesima fatica?

(Foto: Bruno Vespa a colloquio col suo editore. Il fatto che l’incontro sia avvenuto in seconda serata in una rete TV di dominio pubblico, è da ritenersi puramente casuale)

Penso che qualcuno avrà ancora in mente gli imbarazzanti risultati
di ‘ L’amore e il Potere ‘ … dove orgogliosamente presentava
donne di ben altri intenti, come le Cleopatre dell’ultimo secolo.
Senza contare che ebbe svariate edizioni ( come dimenticare la copertina
rosa bubble gum,chissà da chi suggerita?), da quella iper-figa rilegata e lucida
a quella ‘oscar’ mondadori ( il preludio al macerto) da 6 euri?

Infatti questo libro è ancora alla soglia della prima fase.
Quindi ha robusta rilegatura, bel carattere grande, carta bianca,
sovracopertina. E costa 20$ € . Oh, però venti euri spesi bene eh!
Perché come sostiene la recensione:

“racconta quello che in Italia non va, ma che, a differenza di molti recenti bestseller di denuncia, cerca anche le soluzioni per rinascere. “

(Foto:pop art. Avesse un autore diverso… uno a caso: Moccia, questa bella grafica avrebbe di sicuro aiutato il dibattito sugli inceneritori di recente memoria)

Dove, a scanso di equivoci,
v’è la solita morale dello schiaffo del soldato…
Ma chissà, forse questa volta si sarà meno pudichi e si incolperanno
i famosi immigrati, i ciòfani, le congiunture astrali, Paolo Fox,
l’anno del Dragone, la Cina in boom economico… i soliti noti.

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Privilegi di gioventù e altre calamità

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 22 ottobre 2008

I dARI.

Lo so, immagino che oramai tutti abbiano avuto la sventura,
la sagacia o l’irragionevolezza, per curiosità o masochismo,
di interessarsi di questo ‘fenomeno’ che viaggia online da qualche mese.

Cominciarono prima dell’estate 2008 con il loro bravo
video su youtube, grazie al darichannel.
Video che come tutti noi sappiamo è assoulutamente
autoprodotto
e frutto di una ricerca del suono underground del puro emotronic.

Per introdurre meglio il fenomeno vorrei tralasciare per ora il famosissimo
e giustamente ammirato primo clip, ‘wale tanto wale’,
per concentrarmi sul vero mistero di tutta questa storia:
la fortuna del ‘dopo’.

Dicevano gli stolti, gli ingenui:
- spariranno, spariranno dopo il tormento(ne) estivo
- no, non è possibile, anche i bimbiminkia si arrenderanno a tale orgia di non-sense
- l’arcigay impedirà a Cadio di gettare discredito sul movimento
- qualche hacker distruggerà il loro canale su youtube.

Perché questa era la speranza, per tutti, ovunque.
Ricordo ancora come ne trattarono i primi pionieri,
ovvero come una un’arma batteriologica dal contatto intossicante,
ma meritevole di figurare fra l’immondizia sonora, come tutte le comparsate pre-estive.
Ricordo Pino Scotto, le prime parodie, le tokio-hotelline indignate.
Sembrava ci fosse davvero ancora un futuro. A noi posteri la sentenza. Ardua.

(Foto: immagine di repertorio che mostra un ritratto giovanile del trio, in cui Dari suggerisce una modalità di fruizione dell’opera d’arte)

Questi, in definitva, i Dari:

Dari: cantante, defribillatore del gruppo. Quello col look maggiormente emo,
dai guanti crociati. Capello sparato di color marrone andante,
lentiggini, occhi chiari e la vocetta fastidiosa da adolescente glabro.
Ama definirsi un cantautore e sostiene che il nome della bénd
derivi dal vezzeggiativo materno di ‘Dario’, il suo nome,
almeno secondo la sua autorevole opinione.

Fabio: il bassista ( un tempo) bono. Figurava con veloci primi-piani,
statuario nel brandire il suo strumento, con generose scrollatine di testa, professionali. Capelli
simil-truzzi, ora definitivamente viola tendenti al punk.  È il volto di media-alternativià
che definisce questa farsa come un ‘progetto’. A cui la gente si interessa (ipse dixit).

Cadio: il frocione l’ambiguo impunito del gruppo. Capelli color biondo platino con lungo ciuffo
laterale fucsia. Ciuffo che ama sbattere e roteare convulsamente durante le esibizioni alla tastiera,
dove picchia con apparente sadismo i tasti e si molleggia agilmente sulle maschie ginocchia.
Generalmente si adorna il viso con due bande  d’ombretto perioculari (anch’esse fucsia),
dove però un occhio è costantemente lasciato al mistero sotto l’ampio lato di frangia.
Il suo look si ispira pesantemente ai cliché che anche le barzellette omofobe hanno abbandonato da un pezzo.

(ps. al gruppo ultimamente s’è unito un batterista, questa volta capellone non tinto, probabile
collettore di voti nell’area nu-metal post 12 anni)

(Foto: Cadio osserva il saluto entustiasta di un suo fan. Destini contrapposti non escludono la reciproca stima, anche in tempo di family days)

Eccoli quindi, oltre ogni orizzonte funesto, lanciare première
ufficiali e non, e proclamare a gran voce l’uscita del loro
imperdibile album : ”Sottovuoto Generazionale”…

(N.B. Il  titolo è stato presa da uno dei primi commenti circolanti sul tubo,
e fu espresso da un metallaro stupefatto dal livello raggiunto dall’offerta mediatica odierna.
Degna dei desideri di un pubblico giovane vuoto, di un sottovuoto generazionale, appunto.
Quindi i dARI riescono a plagiare a loro vantaggio ANCHE gli insulti. Attenzione.)

…e la perla sarebbe: ”Tutto Regolare”
ecco il video :

Come potete astutamente osservare si tratta di un messaggio
subliminale
in chiaro:
questa volta non servono orazioni recitate al contrario,
istigazioni al suicidio, esorcicci e altre amenità,
semplicemente tutto è rimesso all’assordante presenza visiva dei gesticolanti protagonisti,
dove una carrellata di pseudo-emo, scene queens, ancora emo boys,
alternativi-alternativi, dari-in-miniatura hanno la manifesta funzione di accalappiare
i favori dei ciòfani all’ascolto. Un piccolo high school musical
spacciato per fenomeno di controcultura di massa (o viceversa?).
Tutto regolare.

(Foto: ritratto dell’ascoltatore tipo dei dARI durante il pellegrinaggio verso gli studi di TRL)

…ehm.
Dalla qualità del video potrete sicuramente avvertire la presenza di un lungo
scroscio di danari, profusione di strategie di marketing etc etc… Ma giusto per ribadire
quanto esposto sopra, tale è il parere di isolate malelingue(come noi). I nostri eroi confermano essere tutto merito del Caso,
della loro infanzia passata a suonare nelle cantine e nei pub fumosi.
Sottolineano di non essere costruiti. E il sosia di Wlady che li intervista (qui)
sorride compiaicuto, come del resto tutti gli emuli di Mtv.
Arrivano i dARI. Annuncio. Folla bramante il sacrificio umano.
Canzonetta. Tripudio.

Le campane suonano gli ultimi rintocchi , addio Tokio Hotel.
A presto, dARI.

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Soppresse… Oppresse… Presse.

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 22 ottobre 2008

Le pubblicità possono inseguirti ovunque, vederti crescere.
E’ successo con Orietta Berti e il Grand Chef,
per non parlare di quel mostro sacro dello Chef Tony con Miracle Blades III
(the perfect series … questo è senzo del sacro!)

Ricapitolando, molti anni fa (un decennio ma anche di più)
andava di moda la pressa stirante.
L’elnapress infatti era un macchinone più lungo che largo,
più pesante che alto,
dove infilare vestiti, coperte, merletti, cuffie, calzini, lenzuola
e pressarle con l’inequiparabile forza del ‘peso’
e del ‘vapore’. Lo spot era in originale tedesco (o finlandese, chissà)
ed era blandamente doppiato stile ‘diretta’ : sulla voce
della bionda e attempata presentatrice veniva sovrapposta
un’asettica biascicante italiano.

(Foto: Eleganza e Funzionalità. Non provate l’irresistibile desiderio di averla?)

A proposito dell’imbonitrice era una simpatica signora
vestita da una casta camicia color pastello
che enumerava i vantaggi della piastra scaldante in Paralunam
e dell’ineguagliabile ’sicurezza elettronica’ dell’oggetto;
il tutto in appena 45 kg di peso.
Viene da pensare che la funzione principale, fuori uso,
di questo indispensabile accessorio fosse appunto quello
di secondo portafrutta sul tavolo della sala da pranzo.
45 kg… il kirby (altro mostro sacro in fatto di fregature.. acquisti azzardati)
riesce a pesarne forse 30 di meno. E l’elnapress non ha le rotelle.

(Foto: recenti studi hanno confermato che la presenza di una pressa stimola la produzione di serotonina e dopamina nell’uomo adulto. Per le sue qualità l’associazione italiana psicologi consiglia di provvedere a dotarsene, come illustrato in figura)

E’ commovente sapere, inoltre, che negli anni l’Elnap. si è dotata
di un display digitale… con circuito elettronico a lenti ottiche. Ah, il progresso…

Inoltre sul sito della famosa ditta potrete visionare un intro
composto da musiche elettroniche e avrete la possibilità
di impostare addirittura la pagina come home page, appunto.

Ecco a voi una piccola dimostrazione gratuita,
per chi fosse stato così avventato da cambiare canale:

Questa era la mia missione odierna. Ieri L’ho rivista in tv
e ho deciso di tributarLe questo ricordo. Fate girare i kleenex.
Esprimete i sentimenti e chiamate Morelli per un consulto.

A presto

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EVENTO EPOCALE

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 18 ottobre 2008

RIVELAZIONE DEL MILLENNIO:

il centro culturale San Giorgio possiede il suo SITO UFFICIALE!

Non è leggenda, benché tutti fossero convinti che non esistesse!

E viene addirittura regolarmente aggiornato!

… in origine:

- il sito madre – l’imperituro non ufficiale

Qui gli aggiornamenti (con buona pace di quel lobbista di Augias) del N.U.

State collegati, la cospirazione è grande!

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a 120 minuti dal nulla.

Pubblicato da ilvecchiochecorre su 17 ottobre 2008

Il lodevole personaggio di cui ci occupiamo oggi,
mesi fa, era una giornalista affermata(?) di rete4.

Personalmente, come molti altri, ho avuto modo
di conoscerla dopo la puntata quotidiana di forum
(al tempo che fu, quando la rete ufficiale era appunto
quella dell’emiGlio)

ecco il suo ritratto:
biondona, tratti del viso regolari,
truccata e vestita in colori bon ton, legati a qualsivoglia
sfumatura del beige e del dorato.

(Foto: la qualità, non solo la quantità, delle notizie. Ecco un modus operandi per una carriera ben meritata)

Parlava con quella voce dall’accento emendato,
tenendo nella manina i fogli che ondeggiavano
a ogni sussulto di voce.

Francesca Senette. Una carriera assicurata
sotto il giogo benevolo di papà gambalunga.

E invece… eccola in quel rotocalco rimesso a nuovo
che è ” l’italia allo specchio ”, sorto dalle ceneri sparse
de l’ Italia sul 2 che il caro Milo infante (e quell’altra
di cui adesso non ricordo il nome) aveva abbandonato
per dedicarsi alla mattinata della rai (dove conduce,
per strana ironia e destini incrociati, un contenitore che vanta qualcosa di molto
simile ai dibattiti con finto tribunale di Forum).

(Foto: Pigmalioni e nuove muse. L’eredità classica nel III millennio)

Bene, tutto regolare.
Lei vestita nei più improbabili completi e mise da pomeriggio,
truccata pesantemente e col canonico tacco >10 cm,
pontifica sui pregnantissimi argomenti di interesse generale:

- l’isola dei famosi
- luoghi comuni
- paure della casalinga media
- intervista strappalacrime a personaggi vari ed eventuali, famosi o sedicenti tali
- fatti di cronaca nera sezionati a furor di popolo

accompagnata dall’aureo parere dei soliti 4 che intervengono (da anni) nel programma:

- ex partecipanti all’isola dei famosi
- patners (giovani o anziani) di qualche personaggi famoso e sedicente tale (vedi sopra)
- gente che ormai nessuno ricorda e che si mantiene famosa proprio grazie al programma
- qualche scrittore/attore/giornalista tenuto in auge dall’accanimento terapeutico
(Foto: massimo esempio del valore intellettuale dei partecipanti al programma. Lo standard è scrupolosamente mantenuto puntata dopo puntata)

E fin qui niente di nuovo. Gli habitué di questa trasmissione riconosceranno la vecchia guardia,
non è cambiato assolutamente nulla… NON SAREBBE cambiato senza la nostra Senette
che, rispolverato il ruolo di presentatrice di parte, ama apostrofare gli interventi
con i toni più acuti di cui si vanta capace.
E giù quindi a battute sornione, accuse di finto moralismo (una moda a parte ormai in tv),
processi alle intenzioni, commenti sprezzanti e sentimentalismo stantio.
Ma non anticipiamo e diciamo subito che sì, 8 anni di schiavitù gavetta l’ha fatta,
l’autorità ormai l’ha acquisita…

eccoci edotti infatti dalla sua viva voce:
(fonte: repubblica.it)

E che tipo Italia verrà fuori dallo specchio del tuo programma?

L’Italia che si guarda nello specchio così com’è, dal costume alla cronaca nera, dalla famiglia alla scuola, e oltre all’immagine che si riflette, una riflessione su di noi. Ci saranno anche ospiti che ci aiuteranno ad aprire la nostra prospettiva. Ognuno di noi ha un’idea sui fatti, non è detto che questa sia quella giusta. Riflettere ma senza pesantezza. Non vorrei che nella pausa post prandiale gli spettatori abbiano bisogno di una tisana al finocchio…

Fede ti ha dato la sua benedizione o si è offeso per il tuo abbandono?

Yes, è stato molto gentile, non lo sarei aspettato così dalla mia parte. E poi dopo otto anni staccare le foto di tua figlia dal desktop non è indolore. Otto anni sono otto anni. Avere il direttore che ti incoraggia è una bella cosa.

Quali sono le differenze tra Rai e Mediaset, visto che hai lavorato per entrambe?
E che ne so. Sono qui davanti agli studi di corso Sempione e devo entrare proprio adesso a vedere lo studio.
(per gli appassionati ecco l’intervista completa)

…e poi:

C’è mai stato qualcuno che ha messo il bavaglio a Francesca Senette?
«Non ancora e non credo capiterà l’occasione. Piuttosto, se devo proprio stare in un contesto “da censura”, sto zitta io». (fonte: telegiornaliste.com)

Censura preventiva, insulti e beffe. Ah… la rai del futuro. Il futuro è adesso.

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Salvate il soldato Moccia

Pubblicato da stefanovskij su 13 ottobre 2008

“nn vedo l’ora ke mia mamma mi compra qst libro!!!!…cmq sn ankio 1  14enne cm la protagonista del romanzo e sxo ke qst libro mi rappresenti 1  pò…ma anke s nn m rappresenterà sarà bellix leggere libri di Moccia!!!…li  so tutti a memoria…sn FANTSTICI!!!!…Moccia TVB!!!..grazie di farci sognare  cn i tuoi libri!!!”

Questo è uno dei commenti apparsi sul sito dedicato all’ultima fatica del prode Moccia,
ossia Amore 14.
Chi sia Marco … no, scusate… Federico Moccia lo sanno tutti (anche lui lo sa benissimo);
chi può ignorare l’identità dell’autore di uno dei più elevati picchi della letteratura italiana, quel 3 Metri Sopra il Cielo (o 3msc) che ha riempito i cuori delle giovani generazioni?
Bene, dopo Ho Voglia Di Te (Hvdt) e Scusa Ma Ti Chiamo Amore (Smtca) che hanno seguito a ruota il capostipite,
ecco che nelle librerie fa la sua comparsa Amore 14 (A14?).

Ma cos’è esattamente Amore 14?

I maligni diranno che è una mocciata. Che è l’ennesimo 3 Metri Sopra il Cielo con i nomi dei protagonisti cambiati.
Nulla di più falso.
I sacchi di spazzatura sono sempre diversi uno dall’altro. Provate a tenervene 2 o 3 dei vostri e poi rovistateci dentro: non saranno mai uguali.
E quindi ripartiamo dal commento della cara Cristina con cui abbiamo aperto il post.
E’ un inno generazionale, le k, le x, le abbreviazioni distribuite sapientemente lungo tutto il periodo. Senza contare il congiuntivo mancato, che rende la poetica della fanciulla uno spaccato neorealista sul sottobosco giovanile.
Moccia parla di lei, non parla della secchiona che non sbaglia un colpo, della ragazza controllata, del ragazzo timido o impacciato.
Quegli squallidi perdenti non valgono neanche un grammo d’inchiostro!
Le sue ragazze si vestono tutte nello stesso modo, pensano all’amore, alla musica e a essere desiderabili.
I suoi ragazzi si vestono tutti nello stesso modo, pensano al sesso, ai muscoli e agli amici, a volte, per sbaglio, si innamorano. Ma solo dopo essersi massacrati di botte.
La politica, manco a dirlo, è una malattia. Tipo la scabbia, ma più pericolosa.

(Foto: uno dei protagonisti maschili dei libri di Moccia mentre espone pacatamente le proprie opinioni sull’origine dell’universo)

3 Metri Sopra il Cielo fu edito per la prima volta nel 1992, precorreva i tempi, era un romanzo di nicchia, due anni dopo uscì Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo, anch’esso un romanzo giovanile, ma il suo successo fu travolgente.
Ora nessuno si ricorda di Jack Frusciante.
E Moccia è diventato un punto di riferimento nelle letture degli adolescenti.
Il nostro beniamino sforna libri a raffica mentre Brizzi si imbarca in viaggi sui sentieri della spiritualità.
Un giorno qualcun altro scriverà per gli adolescenti e Moccia farà il barbone da qualche parte.
E’ il ciclo della vita.
Forse la differenza fra i due libri è che Jack era rivolto ai futuri precari e disoccupati, giustamente incazzati, mentre Moccia tocca il cuore delle future veline.

Ma il post è stato scritto per dare lustro e imperitura gloria a Amore 14,
quindi parliamone.
Nel sito ufficiale la trama di amore 14 viene descritta così:
“Carolina ha quattordici anni. Anzi 14. I suoi anni sono una bandiera, uno slogan, un diritto di cittadinanza. Li si vede da lontano. Gridano. Cantano. Parlano sottovoce. Carolina diventa grande. E allora ecco la sua famiglia, il quartiere, le amicizie, i primi palpiti del cuore…”
Un po’ stupisce che sia nominato il fantomatico quartiere,
che fa molto Ragazzo della Via Gluck,
ma il povero Moccia aveva pur bisogno di un luogo ben definito in cui ambientare le risse, gli sguardi ammirati delle ragazze davanti a cotanta mascolinità e i successivi amplessi fra i facinorosi e le intelligentissime protagoniste.

(Foto: la copertina di uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana. Il rosso è una tintura naturale ottenuta con sangue di sfigati)

Ma come si definiscono i protagonisti di Amore 14?
Alla domanda “Pacifista o guerrigliera?” la protagonista, Carolina, risponde con una netta presa di posizione “Pacigu. Pacifista/guerrigliera a seconda dei momenti”.
Notevole la volontà di schierarsi e porsi profonde questioni esistenziali, non si può dire che gli adolescenti assomiglino a lei solo perchè è lei che è la fotocopia dell’adolescente tipo.
Moccia in fondo non ha colpe,
i suoi detrattori lo dipingono come un buzzurro che non sa scrivere e lancia messaggi diseducativi,
passi per l’accusa che non sappia scrivere, che comunque in certi loschi ambienti è motivo di vanto,
ma che lanci messaggi diseducativi è falso,
il povereto si limita a descrivere quel che vede.
Semmai sarebbe lui a potersi lamentare, i giovani lo diseducano,
ormai è malato terminale di giovanilismo.

Adottate Moccia,
è tranquillo, è pulito, non disturba,
gli bastano un computer per scrivere e una sedia e lui è contento,
basta che ogni tanto lo portiate davanti ai liceo all’ora dell’uscita e gli sembrerà che la sua vita sia perfetta.
Aiutatelo.
Non lasciatelo solo.

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